Vaccinazione obbligatoria: "la tutela sanitaria di tutti i bambini è un valore da difendere"

Il Comune di Rimini plaude alla decisione della Regione a vietare l'accesso ai nidi a chi non sia stato vaccinato contro poliomelite, difterite, tetano e epatite B

“E’ di civiltà, responsabilità e lungimiranza la scelta della Regione Emilia Romagna che proprio ieri ha varato la legge che rende obbligatoria per poter frequentare gli asili nido dell’Emilia-Romagna la vaccinazione dei bambini contro la poliomelite, la difterite, il tetano e l’epatite B". Il Comune di Rimini plaude alla decisione della Giunta Regionale che, nella giornata di martedì, ha approvato la riforma dei servizi educativi per i piccoli da 0 a 3 anni. "Riteniamo - spiega palazzo Garampi in una nota stampa - che la tutela sanitaria di tutti i bambini sia un valore da difendere anche con scelte obbligatorie, che i fatti rendono indifferibili. Perché con la salute non si scherza e ancor meno se a pagare scelte incoscienti e francamente incomprensibili siano altri bambini senza colpa. Si pensi ai bimbi immunodepressi, la cui unica possibilità di frequentare la collettività, a partire dal diritto allo studio, è che tutti gli altri siano vaccinati. In questo senso si afferma un principio non negoziabile, che non va frainteso - come tenta irresponsabilmente di fare qualcuno - a posizione politica ma che finalmente mette solo al centro la salute dei cittadini".

"I dati sono estremamente preoccupanti - prosegue l'amministazione riminese - e vedono l’area riminese non solo all’ultimo posto tra le province della regione per percentuale di bimbi vaccinati, ma soprattutto perché, con l’87,5% nel 2015, siamo colpevolmente al di sotto da quella percentuale del 95% che l’ Organizzazione mondiale della sanità (Oms) indica come soglia indispensabile per garantire la migliore protezione a tutta la popolazione. Per noi è importante proteggere tutti i bambini che proprio perché frequentano luoghi di socialità come i nidi corrono in generale rischi maggiori di contrarre malattie infettive a causa della maggior circolazione di virus e batteri. In attesa delle regole attuattive, ci sarà tempo fino a maggio – giugno del prossimo anno per mettersi in regola così da consentire ai genitori dei bimbi non ancora vaccinati di aver il tempo necessario per rispettare le nuove disposizioni. Un lasso di tempo che riteniamo giusto, così come riteniamo giusto essere rigorosi – come lo saremo - nel verificare, prima di accettare la domanda di iscrizione, la presenza del certificato di avvenuta vaccinazione che costituirà requisito necessario e inderogabile di accesso ai servizi educativi e ricreativi pubblici e privati. Le norme attuative della Regione saranno indispensabili anche per valutare la situazione dei bambini non vaccinati che già frequentano strutture per l’infanzia comunali: vedremo l’orientamento generale ma appare evidente che non si possa togliere il diritto a chi già frequenta il nido. Parallelamente proseguiremo già dai primi mesi del prossimo anno, insieme agli altri soggetti operanti non solo nei nidi ma più in generale nella scuola, nell’opera di conoscenza e sensibilizzazione sul tema delle vaccinazioni, convinti che anche col confronto e il dialogo si possano superare posizioni che riteniamo fortemente sbagliate.”

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La vaccinazione obbligatoria per i bambini che frequenteranno l'asilo nel prossimo anno scolastico è diventata legge: a fare da “apripista” è la Regione Emilia Romagna. Il deputato riminese del Pd Tiziano Arlotti plaude a questa iniziativa: "Si tratta di un passo molto importante, portato a termine coerentemente con gli impegni presi dal presidente della Regione Stefano Bonaccini. Ora auspico che questo esempio venga seguito anche da altre Regioni e a livello nazionale. Lo stesso premier Matteo Renzi ritiene fondamentale questo tema, a tutela della salute pubblica». Per mettersi in regola c'è tempo fino a giugno 2017. Oggi in Italia l’obbligo riguarda 4 vaccinazioni: poliomielite, difterite, tetano e epatite B. Per l’accesso al nido, i genitori dei bimbi non ancora vaccinati avranno tempo per presentare il certificato di avvenuta vaccinazione fino a quando non sarà accettata la domanda d’iscrizione (maggio-giugno 2017, data che varia a seconda del Comune di appartenenza). Arlotti ricorda che Rimini resta ancora “maglia nera” in regione per percentuale di bambini vaccinati. I dati relativi al 2015 confermano che la copertura è dell'87,5% «ben al di sotto della media regionale".  

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