Vandali in azione: bestemmie e scritte tracciate sulla statua di Papa Paolo V

Centro storico nel mirino dei soliti idioti che, nella notte, hanno preso di mira con un pennarello anche il palazzo dell'Arengo e i banchi della Vecchia Pescheria

A poco più di un anno di distanza dagli ultimi episodi, i monumenti di Rimini tornano nel mirino dei vandali che hanno preso di mira alcuni dei simboli del centro storico cittadino. Nella notte tra domenica e lunedì, infatti, i soliti idioti hanno graffitato con un pennarello indelebile rosso il basamento della statua di Paolo V, i banchi in marmo della Vecchia Pescheria e il palazzo dell'Arengo, il tutto in una piazza Cavour sotto il costante controllo delle telecamere a circuito chiuso. Sulla statua del pontefice sono apparse alcune bestemmie mentre, sulla facciata del palazzo, una falce e martello. Simboli politici e scritte sconnesse di minacce e inneggianti al comunismo, invece, sui banchi della Vecchia Pescheria.

Sul posto, in mattinata, il personale della polizia Municipale che, abbandonato sui gradini di palazzo Garampi nei pressi di una scritta, ha ritrovato anche un cellulare. Già al lavoro i tecnici di Anthea, per individuare il modo migliore per togliere le scritte, e il personale della Digos della polizia di Stato. Sono in corso gli accertamenti da parte delle forze dell'ordine per acquisire le registrazioni delle telecamere che sorvegliano la zona con la speranza che, gli occhi elettronici, possano aver catturato elementi utili per individuare gli autori del gesto.

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La ‘prodezza’ dell’imbecille o degli imbecilli - ha commentato l'assessore alla polizia Municipale, Jamil Sadegholvaad - che imbratta/imbrattano luoghi e monumenti di Rimini con scritte ingiuriose e farneticanti giunge a una nuova puntata, che definisce in maniera inequivocabile il responsabile/i dell’atto vandalico. Detto che il Comune di Rimini a) ha già sporto denuncia all’autorità inquirente; b) sta già visionando i filmati delle telecamere in centro in modo da ricavare tutti gli elementi atti ad identificare il succitato imbecille; c) rinnova l’appello a farsi avanti verso tutti coloro i quali possano avere qualche dettaglio utile alle indagini; d) ha già allertato la Soprintendenza di Ravenna in modo da potere procedere con la tempestiva rimozione delle scritte, attraverso l’immediata individuazione di una ditta specializzata; mi permetto di aggiungere che, nel caso in cui il responsabile o i responsabili venissero individuati, chiedo pene davvero esemplari, compreso un pacco consistente di ore a servizio della ripulitura in città di analoghe scritte vergate da altrettanti imbecilli”.

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