Cronaca

“Voi strumentalizzate la vostra malattia”, parapiglia in Consiglio Comunale

Nervi tesi tra il sindaco Gnassi e un gruppo di donne, operate al seno, durante la discussione sulla riorganizzazione dell'Ausl

Nervi tesi, parole grosse e, alla fine, anche insulti. Consiglio Comunale agitato quello che, giovedì sera, è andato in scena a Rimini dove, tra gli altri argomenti, c'era anche quello della riorganizzazione dell'Ausl e il conseguente futuro del reparto di Senologia dell'ospedale di Santarcangelo. Tra il pubblico, presenti anche alcune donne operate e malate di cancro della mammella che, a loro dire, sono state "aggredite e prese a male parole dal sindaco Andrea Gnassi". A denunciarlo è una nota stampa dell'associazione Punto Rosa che, visto quanto accaduto, ha annunciato di non partecipare la marcia contro la violenza sulle donne. Nel corso dell'animato battibecco, secondo il racconto, una ragazza avrebbe mostrato la propria parrucca, utilizzata dopo la caduta dei capelli a causa della chemioterapia, a Gnassi che, a sua volta, le avrebbe urlato di "strumentalizzare la malattia".

NELLA PAGINA SUCCESSIVA LA RISPOSTA DEL SINDACO DI RIMINI
 

 

“Le polemiche hanno poco senso in generale ma hanno ancora meno senso quando si parla di salute - è stata la replica del sindaco di Rimini. - Che è un bene comune, universale, trasversale, il cui raggiungimento impegna tutti. E’ inaccettabile il clima molto più che elettrico, purtroppo aggressivo e violento, del Consiglio comunale di ieri sera dedicato in apertura alla riorganizzazione sanitaria e ospedaliera di area vasta. Seduta interrotta diverse volte, insulti urlati più volte nei confronti del direttore generale Marcello Tonini, del sottoscritto e di alcuni consiglieri; persone allontanate dall’aula perché urlando e minacciando si avvicinavano ai relatori. E questo nonostante venissero confermati e rafforzati in una sede istituzionale gli impegni a favore del reparto di Senologia di Santarcangelo. Ma di questo accennerò nel post scriptum".

"E’ inconcepibile strumentalizzare argomenti come questo - prosegue Gnassi. - E’ inconcepibile creare un clima di tensione simile con parole e atteggiamenti offensivi e non accettabili nei confronti dell’Azienda Sanitaria, della regione, del Direttore Generale, di buona parte del Consiglio Comunale che tra l’altro propone, nei fatti e con i fatti, la difesa della Senologia di Santarcangelo. Io non ci sto a questo condizionamento carico di violenza verbale; io non ci sto a essere letteralmente aggredito alla fine di una seduta di quasi sei ore da una signora che, con a fianco un’altra donna, rivolgeva frasi ingiuriose come ‘Siete disgustosi. Disprezzate la sofferenza per interessi politici. Fate cose disumane. Uccidete la sanità. Calpestate i pazienti’. Queste sono le ‘frasi pacate’ rivoltemi da questa signora con toni concitati a fine seduta. Non ci sto a questa strumentalizzazione e questo ho detto sia in aula durante il dibattito, sia a quella signora aggressiva che, insieme ad altri, aveva applaudito tutta la sera chi gridava e insultava tutti. E ho ribadito ciò che ho pronunciato con dolore durante il dibattito in aula:‘Davanti al cancro ognuno è paziente, ognuno ha un dolore, ognuno ha una ferita personale. Si possono avere idee diverse sulla riorganizzazione ma la salute non può essere esercizio di violenza e di strumentalizzazione”. E, se mi si permette, posso dire queste cose con cognizione di causa avendo avuto nella mia famiglia quasi tutte le persone a me care e entrambi i genitori portati via dal cancro".

"Dico questo - aggiunge il sindaco - anche dopo aver letto il comunicato stampa inoltrato oggi dall’Associazione Punto Rosa. Sono riportate vere e proprie bugie sulle quali mi riservo di procedere a vie legali perché è del tutto falso che io abbia offeso o aggredito chicchessia; sono riportate frasi di intollerabile ingiuria e volgarità, come il disprezzo per la sofferenza ‘per ragioni politiche e disumane’. Aggiungo senza alcuna remora che la stessa nota è un pessimo esempio di quanti danni possa fare la strumentalizzazione politica se esercitata su temi tanto delicati. L’attacco al PD e a Patto Civico, guarda caso, puzza lontano un miglio di ‘interesse di parte’. Ma se così è allora il gruppo dirigente di Punto Rosa farebbe bene a esplicitarlo senza ricorrere a menzogne o a vere e proprie aggressioni come quella avvenute ieri sera in consiglio, e alimentate proprio da rappresentanti di quell’associazione. Un comunicato stampa pessimo per temi e argomentazioni politiche nel quale- pensa un po’- si tenta di gettare fango e di tirare nel fango anche una manifestazione come la camminata contro la violenza alle donne. No, non ci sto proprio”.

Nel post scriptum Gnassi conclude che "è un paradosso che nel Post Scriptum debbano finire, a causa dell’inguaribile desiderio di ‘buttarla’ nella bagarre politica, i fatti. E i fatti sono questi. Non essendo stato possibile votare su un Ordine del Giorno causa il mancato accordo tra i capigruppo ho chiesto, e ottenuto, alla Direzione Generale,di prendere formalmente questi impegni sulla senologia di Santarcangelo (oltre ad altri della Sanità riminesi). Di salvaguardare il livello di eccellenza già raggiunto nell’area della Chirurgia senologica. Di mantenere il percorso di presa in carico delle pazienti al fine di mantenere e migliorare gli attuali indicatori di qualità. Di salvaguardare il numero di interventi chirurgici le buone performance dei tempi di attesa. Di mantenere la Breast Unit di Santarcangelo e quindi la perfetta integrazione tra tra tutte le funzioni quali prevenzione, diagnosi precoce, intervento, follow up. Di mantenere la certificazione EUSOMA, garanzia della valorizzazione professionale. Di mantenere in sede il chirurgo plastico Di mantenere un numero adeguato di posti letto. Di predisporre gli assetti organizzativi e di governance dell’unità operativa di senologia tali da assicurare tutti i risultati sopra indicati fin qui conseguiti in termini di eccellenza delle prestazioni erogate".

NELLA PAGINA SUCCESSIVA LA RISPOSTA DEL VICE-SINDACO DI RIMINI GLORIA LISI

 

"Una giornata triste per Rimini" - “Ogni battaglia culturale, sociale, personale, politica, non dovrebbe mai prescindere dal rispetto altrui e dalla ricerca ostinata di tutelare le cose che contano per ognuno di noi. Ma il verbo usato al condizionale non è un errore di battitura. Dopo aver letto l’incredibile comunicato dell’Associazione Punto Rosa che trascina in una polemica brutta e volgare anche l’incolpevole manifestazione ‘E’ per te’, crediamo che anche quel briciolo di buonsenso che ogni volta guida il nostro desiderio di proteggere quello che conta stia pericolosamente vacillando. Mettere di mezzo un’iniziativa bellissima, pulita, alla cui riuscita lavorano per tutto l’anno centinaia di volontarie e volontari ma proprio per questo fragile, per scopi che nulla hanno a che fare con la manifestazione stessa, è atto non facilmente digeribile e sicuramente non dimenticabile. Io mi sento offesa prima di tutto come cittadina, e come donna, perché nessuno, in questi mesi e in queste settimane, ha lavorato come gli amministratori di tutti i comuni della nostra provincia per tutelare il patrimonio di Senologia di Santarcangelo, il cui successo è stato ufficializzato quest’oggi dai Comitati di distretto congiunti; una conquista frutto di un lavoro nato da lontano per ottenere un documento che tutelasse tutti i reparti, tra cui Senologia, degli ospedali del nostro territorio".

"Che poi sia un’associazione femminile a boicottare un'iniziativa che tutela le donne vittima di violenza la dice lunga sia sul senso di responsabilità dell’associazione Punto Rosa, sia sul livello della discussione. Perché sia chiara una cosa: oggi contro ‘E’ per te’ è stata usata la stessa violenza che questa iniziativa vuole combattere. La violenza di chi crede di avere ragioni e per questo non è disposto a vedere o sentire ragioni altrui, imponendosi a forza di urla, botte, schiaffoni. Una giornata triste per Rimini".

NELLA QUERELLE INTERVIENE ANCHE L'AUSL - NELLA PAGINA SUCCESSIVA LA REPLICA DI MARCELLO TONINI

 

In merito al comunicato stampa diramato dall’associazione “Nastro Rosa” il Direttore Generale Marcello Tonini rilascia la seguente dichiarazione. “Ho sempre avuto, e sempre avrò, il massimo rispetto nei confronti delle
Istituzioni e dei cittadini, e per questo motivo non ho esitato un attimo ad accettare l’invito a partecipare al consiglio comunale aperto sulla sanità che si è svolto ieri sera a Rimini e a ribadire i concetti e le informazioni,
relativi alla Chirurgia Senologica di Santarcangelo, nonostante fossero già stati enunciati più volte: nel consiglio comunale aperto di Santarcangelo e due volte in commissione a Rimini. E ieri sera ho ribadito, non senza difficoltà, quelli che sono punti fermi, rispetto a quel servizio. In primis, per le donne, le pazienti, non cambia
nulla. Non diminuiranno gli interventi chirurgici. Non aumenteranno i tempi d'attesa. Il chirurgo plastico resterà in sede e continuerà a lavorare al fianco del chirurgo senologo nell'ambito di una struttura semplice. Anche se il
primario sarà a Forlì non avrà alcun potere di depotenziare questo servizio. I posti letto esistenti, pur sufficienti alle esigenze attuali, saranno aumentati se ciò dovesse rendersi necessario. La Chirurgia Senologica resterà inserita nella breast unit provinciale e verrà anzi valorizzato il percorso di presa in carico delle donne del territorio che parte dalla diagnosi precoce con gli screening oncologici e la clinica, contempla eventualmente l’intervento chirurgico (previa individuazione del linfonodo sentinella grazie alla metodica del verde indocianina) con la possibilità di effettuare, dove indicata, la radioterapia intraoperatoria, quindi la chirurgia ricostruttiva e il necessario follow up".

"Per di più - aggiunge Tonini - dal sindaco Andrea Gnassi sono giunte, sempre ieri sera, precise e puntuali richieste di rassicurazione sia in ordine al servizio di Chirurgia Senologica di Santarcangelo sia in ordine a varie altre situazioni della sanità riminese, come ad esempio il riconoscimento di sede di riferimento romagnolo per il Dipartimento materno infantile di Rimini, lo sviluppo delle altre eccellenze sanitarie presenti sul territorio, le coperture dei primariati vacanti, la prosecuzione dell’opera di infrastrutturazione sanitaria, garanzie per il riconoscimento dello status di ospedale in zona disagiata per Novafeltria. Richieste sulle quali mi sono impegnato personalmente, in consiglio comunale. E’ chiaro che su temi delicati come quelli relativi alla salute delle persone e
alla sofferenza legata alla malattia, anche la sola percezione di un possibile cambiamento può destare paure e sospetti, ma solo con il dialogo costruttivo e il confronto, questi dubbi possono essere fugati. Approccio che purtroppo ieri sera è venuto meno”.

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