La Gambalunga spegne 400 candeline: ancora qualche ingresso disponibile per la festa

Da Bergonzoni a Sinibaldi, i quattro secoli della biblioteca saranno celebrati con tantissimi ospiti al teatro Galli

Conto alla rovescia per i 400 anni della biblioteca Gambalunga che sarà celebrata con un grande evento martedì 23 aprile al teatro Galli. I biglietti per partecipare agli eventi sono andati a ruba, la richiesta dei riminesi è stata fortissima.

Il programma per i 400 anni della Gambalunga

Della dotazione di biglietti per partecipare al programma di martedì pomeriggio, che avrà inizio alle ore 16,30 con la lezione magistrale di Luciano Canfora sulla Storia politica delle biblioteche, seguita dal dialogo tra Alessandro Bergonzoni e Marino Sinibaldi alle ore 18,15, ne rimangono a disposizione solo un centinaio che saranno distribuiti, personalmente e gratuitamente, presso la biglietteria del Teatro Galli dalle ore 15 di martedì 23.

La Gambalunga festeggia 400 anni con un grande evento, fra gli invitati Bergonzoni e Capossela
Gambalunga 400. Festa di compleanno vuole rappresentare un “abbraccio” della città a un luogo e a una istituzione culturale che deve il proprio “esserci” al grande gesto di un mecenate: Alessandro Gambalunga, giureconsulto riminese nato il 14 marzo del 1554 e morto il 12 agosto del 1619. Fu nipote di un maestro muratore lombardo e figlio di un ricco commerciante di ferro che si era arricchito, oltre che con il commercio, con le doti delle sue quattro mogli. E’ grazie a lui, e al suo testamento redatto nel 1617 a Pesaro, che oggi la Gambalunga può vantare il titolo di prima Biblioteca civica e pubblica aperta in Italia. Alessandro Gambalunga destinò infatti alla città il suo Palazzo e la sua biblioteca, affinché fosse aperta a tutti, senza distinzioni di censo e religione. Con testamento redatto dal notaio Simone Rossi, il Gambalunga affidò al Magistrato di Rimini i suoi libri (un patrimonio di oltre 2000 volumi), dettando precise disposizioni. Stabilì una rendita di trecento scudi per incrementare le raccolte, uno stipendio per il bibliotecario, “persona di lettere idonea et atta”, raccomandando un orario di apertura comodo al pubblico, che poteva consultare le opere solo in sede; previde inoltre una multa di cento scudi, da reinvestire in libri, per chi li avesse sottratti.  

 

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