Esclusiva di RiminiToday: al Misano Circuit svelati i segreti della Superbike

Un viaggio dietro le quinte del Mondiale per scoprire il lavoro dei tanti esperti che garantiscono la buona riuscita dell'evento

In uno sport dove la velocità è tutto non è sempre facile riuscire a gestire piloti che, sulle piste di tutto il mondo, sfrecciano a oltre 300 chilometri all’ora. In un autodromo, durante i Gran Premi, c’è un lavoro certosino degli addetti ai lavori che, in ogni momento, devono prendere decisioni importanti, calcolare i tempi dei giri, coordinare i soccorsi e, in senso più ampio, controllare che tutta la gara, dalle prove libere fino al podio, si svolga regolarmente. In occasione del Round di Superbike a Misano, abbiamo potuto vedere cosa e chi c’è dietro tutta la macchina organizzativa che, alla fine, certifica il corretto svolgimento di una gara.

Il primo step, quello che poi permette agli altri settori di avere un quadro preciso di quello che succede sul tracciato, è il reparto dei cronometristi. Gestito dalla Dorna che organizza il circus della Superbike, tutto parte dai transponder montati sulle due ruote che, attraverso i punti di controllo sulla pista, forniscono una serie di dati fondamentali. Al di là dei tempi e degli intertempi, i cronometristi controllano che le moto non superino i bordi della pista, col sistema computerizzato che automaticamente cancella i tempi, le velocità di punta, le false partenze e il fotofinish al momento della bandiera a scacchi. Un sistema all’avanguardia che ha una precisione al decimillesimo di secondo. Tutti i danti, in tempo reale, vengono raccolti dallo staff guidato da Giorgio Giordani e inviati alla Direzione di Gara dove, i commissari, controllano il regolare svolgimento della corsa.

Centro nevralgico di tutta la Superbike è il centro di produzione televisiva dal quale, via satellite, le immagini vengono diffuse in 200 paesi del mondo per la gioia dei milioni di appassionati. Oltre 30 le telecamere in pista, alle quali si aggiungono quelle mobili tra il paddock e la pit lane senza dimenticare quelle installate sulle moto dei piloti. A lavorare in regia un team di esperti di altissimo livello, frutto dei 25 anni di esperienza della Donna, segue ogni tappa del mondiale. Un gruppo, quello dei tecnici video, che opera come se, tutte le volte che le moto sono in pista, si stesse per lanciare un razzo verso la luna.

A sovraintedere a tutta la macchina organizzativa sono Daniel Carrera, Direttore della Superbike, e Gregorio Lavilla, direttore sportivo Superbike. Uno staff che, per ogni appuntamento del Mondiale, vede una settantina di persone muoversi in giro per gli autodromi di tutto il mondo. Oltre al personale della Donna, il grosso è formato dai freelance del settore video con cameraman, tecnici e addetti che garantiscono la messa in onda del Gran Premio. “La difficoltà più grande - spiega Gregorio Lavilla, ex pilota e oggi direttore sportivo - è quella di capire la situazione di tutti i piloti impegnati nelle varie classi in gara. Dal primo all’ultimo devono rispettare il regolamento e, il nostro punto di forza, sono i marshall lungo il tracciato. Questi sono i nostri occhi. Il momento di stress più grande, inoltre, è quello di dover prendere decisioni importanti in pochi secondi. I mezzi tecnici ci aiutano molto ma, alla fine, c’è sempre il fattore umano ed è questo che deve prendere la decisione finale. Certo - conclude Lavilla - alla fine era meglio quando correvo in moto: il pilota è un essere umano egoista, pensa solo a sé stesso, ma in questo ruolo mi devo preoccupare per tutti e 130 i piloti in pista”.

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