Cronaca

Riparte l’outdoor education nei servizi per l’infanzia dopo la pausa dovuta alla pandemia

Una storica eccellenza didattica riminese riparte, approvate le nuove linee guida per l’anno scolastico in atto nelle scuole materne

Una storica eccellenza didattica riminese riparte dopo la pausa delle attività dovute alla diffusione della pandemia sanitaria. È “l’outdoor education”, ovvero l’educazione all’aperto, nella natura, fuori dalle consuete aule o spazi più consueti. È stata la Giunta ad approvare le nuove linee guida per l’anno scolastico in atto nelle scuole materne. Si tratta di fornire agli operatori dei servizi educativi una cornice di riferimento in termini pedagogici ed anche pratico operativi, che funga da guida per i piccoli interventi naturali da realizzare nei giardini dei nidi e delle scuole d’infanzia, con l’intento rafforzare l’approccio dell’educazione all’aperto mediante la costruzione progressiva di un impianto formalizzato di linee guida, ipotesi progettuali ed esperienze.

Il Comune di Rimini, sin dagli anni ottanta del secolo scorso,  quando la cultura nazionale prevalente nelle istituzioni educative era ancora lontana dall’utilizzo dell’elemento naturalistico, iniziava a ragionare su un orientamento progettuale che  caratterizzerà da allora in poi le proprie istituzioni educative: l’orientamento si basa sulla convinzione pedagogica di poter “fare scuola” al di fuori delle mura, arricchendo notevolmente le opportunità educative ed i campi di esperienza dei bambini. Uno degli obiettivi guida storici della progettazione dei servizi per l’infanzia è quello di stimolare al massimo il concetto pedagogico dell’avventura, privilegiando il vedere, l’osservare, lo sperimentare, il movimento, la fantasia, nel contesto di uno sfondo non privo di elementi sconosciuti e rischiosi, da cogliere con l’uso di tutti i sensi e sfruttando le capacità sinora acquisite, compresa quella di vincere, forti del gruppo, le paure naturali nascoste in ognuno di noi.

La tradizione culturale che costituisce il DNA delle istituzioni educative del Comune di Rimini, fortemente orientata a promuovere l’utilizzo dell’ambiente esterno per fare educazione, si è significativamente attualizzata con l’emergenza pandemica, la quale ha reso immanente l’esigenza di estendere al massimo l’approccio dell’educazione all’aperto e di formalizzare un documento che costituisca una guida chiara per gli operatori. Con l’intento di coinvolgere il personale nel processo di redazione delle Linee guida, è stato costituito un gruppo di lavoro sull’educazione all’aperto (Gruppo di lavoro sull’Outdoor Education), composto da rappresentanti di tutti i nidi  e di tutte le scuole dell’infanzia gestiti dal Comune di Rimini; la riflessione che è scaturita all’interno di questo gruppo ha prodotto i contenuti necessari  alla stesura delle linee guida che sono la sintesi di tutto il materiale prodotto dal gruppo stesso. La stesura finale è frutto di questo lavoro e di quello del Coordinamento pedagogico.
 
Il primo motivo valido ha natura contingente ed è intimamente connesso alle esigenze della pandemia da Covid 19, per cui è fondamentale promuovere ed incentivare al massimo l’utilizzo degli spazi all’aperto per le attività educative e didattiche;
Il secondo ha una valenza strategica, in quanto mira a dare continuità ad un percorso intrapreso dal Comune di Rimini  poco meno di 40 anni fa e che è fortemente orientato a: promuovere il benessere dei bambini, aumentare le loro opportunità educative, didattiche, esperienziali, ampliare gli spazi disponibili di nidi e scuole d’infanzia impiegando oltre ai tradizionali spazi al chiuso anche i giardini scolastici, offrire opportunità di gioco destrutturato che promuovano la creatività ed il pensiero simbolico dei bambini, promuovere il biorispetto e l’amore per l’ambiente e per la natura, e, in sintesi, qualificare e innovare fortemente il pensiero pedagogico del personale educativo ed insegnante; Interventi dunque che si inseriscono in un progetto didattico più ampio la cui finalità è quella di creare un contatto, non episodico, con la natura durante il periodo della prima infanzia, ripensando radicalmente il classico rapporto tra “dentro” e “fuori”. Un’idea che si avvicina alle più innovative pratiche scolastiche nella natura che, dal dopoguerra a oggi, si sono diffuse soprattutto nel Nord Europa.

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