Ripartito il cantiere del Trc a Riccione, abbattuti 89 alberi in viale Rimini

Ruspe in azione nella mattinata di lunedì per far posto al tracciato della metropolitana di costa che collega le due città

E' ripartito nella mattinata di lunedì, in viale Rimini, il cantiere del Trc nel tratto riccionese del percorso. Le ruspe, come previsto, sono arrivate nella zona che dovrà ospitare la sede della metropolitana di costa e, per far spazio ai lavori, è iniziato l'abbattimento degli 89 pini che si trovano lungo la carreggiata. Nonostante i mugugni dei residenti, questa volta i mezzi e gli operai non sono stati bloccati dalle proteste che, la scorsa estate, crearono non pochi problemi agli operai di Agenzia Mobilità. Il nuovo cantiere è partito dalla zona del porto e, nei prossimi giorni, si sposterà verso il sottopasso di viale Emilia.

"E’ col più grande sconcerto che assistiamo al triste quanto devastante spettacolo dell’abbattimento dei pini secolari di viale Rimini per far posto a quel tubo di cemento armato che finanche chi lo ha voluto sostenuto ed imposto ha chiamato “obbrobrio” - afferma Natale Arcuri della lista civica "Noi Riccionesi -. Uno spettacolo horror che preannuncia la sempre più pervicace volontà  del Pd, convinto assertore di questo insensato e scellerato progetto, all’eliminazione fisica di alberi. Questo comportamento, in palese contrasto con gli orientamenti e le direttive europeee del tutto irrispettoso perfino del tempo in cui è fatto espresso divieto di disturbare la nidificazione dell’avifauna  dà piena ragione a coloro che asseriscono che questo progetto di un autobus che correrà, triste e solitario, sopra un muro di cemento armato, in una città evidentemente inadatta ad accoglierlo, darà origine  ad un ‘disastro’ ambientale senza precedenti per questa città e di cui si doveva tener conto in sede di una procedura di verifica preventiva, per l’impatto ambientale, che invece non risulta sia mai stata fatta".

"I cittadini riccionesi non accettano che il cosiddetto ‘progresso’ passi attraverso la distruzione di beni paesaggistici e naturali che dovrebbero invece costituire un patrimonio inalienabile per tutti - prosegue Arcuri -. Al Pd non è servita granché la batosta politica ricevuta dal suo partitino riccionese lo scorso 8 giugno. Forse né il sindaco di Rimini, né il gruppo di potere familiaristico che governa il Pd provinciale non hanno ancora realizzato che i cittadini di Riccione e non solo loro,  sono stufi di proclami, offese e bugie e vogliono che chi li dovrebbe rappresentare, lo faccia pensando solamente al loro bene. Il sindaco di Rimini urla dal suo "trono" che chi protesta contro  questa “ opera strategica” che abbatte alberi  secolari per la sua realizzazione si dovrebbe vergognare: si vergogni, invece, chi chiama "strategica" un’opera vecchia e ormai obsoleta. Si vergogni chi non tiene conto di quanta devastante approssimazione accompagna ancora oggi questo progetto che continua a non avere né capo né coda, né certezze, né risorse. Si vergogni chi, per ignavia o per paura, continua  ad offendere chi protesta per amore della propria città. Ma soprattutto si vergogni chi, e sono ancora tanti, per motivi non tanti oscuri persino a loro, obbedisce ad un ordine superiore che li obbliga a dover far finta di niente".

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