Covid, San Marino dà la stretta: feste vietate e imposto l'orario di chiusura per i ristoranti

In questi giorni non sono mancati i riminesi che hanno varcato il confine per cenare nei locali

Anche San Marino prende misure più dure per tenere testa alla diffusione del covid e da venerdì, alle 18, entra in vigore il nuovo decreto pubblicato giovedì con le nuove misure a contrasto del virus. Tra i punti più salienti spiccano la chiusura dei locali entro mezzanotte e l'incentivazione dello smart working per le aziende. Verranno rafforzate le misure di controllo con le forze di polizia che potranno avvalersi anche dell’ausilio dei corpi militari volontari. Le sanzioni vanno dai 500 ai 2.000 euro. Per gli operatori economici non ottemperanti, prevista anche la sospensione temporanea e immediata della licenza d’esercizio per 15 giorni.

Ogni locale aperto al pubblico ha l’obbligo di chiusura al pubblico entro mezzanotte e riapertura al pubblico non prima delle ore 4:30. Nei locali aperti al pubblico possono essere serviti unicamente i clienti che, in base all’applicazione del corretto distanziamento, trovano posto al tavolo all’interno o all’esterno dei locali in un numero massimo, per ciascun tavolo e tenuto conto del distanziamento, di sei persone. Con la deroga che i componenti seduti al medesimo tavolo siano membri di un unico nucleo di conviventi. Sono consentite le conferenze, i congressi, sia in luogo pubblico che privato purché siano assicurati posti a sedere distanziati per gli avventori e non sia prevista la somministrazione di cibi o bevande. 

Sono invece vietate le feste, anche nei domicili privati, fatta salva la regola della presenza contemporanea di un numero massimo di sei persone, che può essere derogato unicamente nel caso in cui i componenti siano membri di un unico nucleo di conviventi. 

In questi giorni non sono mancati i riminesi che hanno scelto di andare a cena sul Titano, cosa non possibile in regione per via dell'ordinanza che obbliga i ristoranti, bar e pub a chiude alle 18 per offrire poi solo servizio a domicilio o take away. E proprio in vista di queste nuove misure sammarinesi sembra stiano saltando in queste ore degli appuntamenti che da Rimini erano stati dirottati a San Marino per divertirsi nel weekend che incrocia la festa di Halloween.

Attività consentite sul Titano

E' consentita l’attività motoria e sportiva, in luoghi pubblici e in strutture sportive, pubbliche o private. Tali attività sono ammesse esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto delle misure igienico-sanitarie generali. Sono sospese tutte le discipline sportive collettive o individuali di contatto amatoriali e agonistiche, come da elenco redatto dal Comitato Olimpico Nazionale Sammarinese unitamente alla Segreteria di Stato con delega allo Sport. Per tali attività è comunque possibile svolgere allenamenti individuali. Come anticipato dal Segretario Lonfernini, sono sospesi tutti gli eventi e le competizioni sportive.

Per quanto riguarda le palestre e piscine private, centri benessere, spa, scuole di ballo e scuole di danza, nel decreto si parla di dare mandato agli uffici preposti di verificare con assiduità il rispetto delle misure di distanziamento interpersonale, fatta eccezione per i conviventi, in assenza delle quali le forze dell’ordine procederanno con la chiusura temporanea, fino a regolarizzazione della posizione. Gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all'aperto sono consentiti a condizione che siano in forma statica, venga previsto l’obbligo dell’uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie e garantiscano sempre il distanziamento interpersonale. Restano consentite anche le cerimonie religiose e i funerali così come i mercati tradizionali ed i mercati tipici. 

IL PLAUSO DEI SINDACI RIMINESI

“Sull’iniziativa per contrastare la diffusione di Covid-19 e sulle differenti misure in vigore nella Repubblica di San Marino rispetto a quanto disposto dall’ultimo DPCM del Governo italiano - hanno dichiarato i sindaci della provincia di Rimini - si vogliono rilevare soltanto alcuni fatti, incontrovertibili proprio nella loro natura fattuale. In un mondo sempre più globalizzato, i virus viaggiano rapidi senza curarsi di confini e frontiere e si propagano in entrambe le direzioni; i territori della Provincia di Rimini e della Repubblica di San Marino sono profondamente interconnessi con ingenti fluissi quotidiani di persone e merci; le strutture sanitarie di entrambi i territori presentano limiti di saturazione fisiologici che prudenza vuole non vengano valicati. Ricordiamo bene ancora la prima fase dell’epidemia a marzo quando solo la messa in rete di azioni e ospedali ha consentito la cura di pazienti anche in terapia intensiva qualunque fosse la parte del territorio da cui provenissero, San Marino compreso. Da questi fatti, a nostro avviso, discende che una efficace lotta contro la diffusione della pandemia richieda strategie condivise e il più possibile allineate. Lo si sta vedendo proprio in queste ore in Trentino ed in Alto Adige che si stanno armonizzando ai nuovi provvedimenti dei confinanti Francia e Germania, che stanno andando verso misure anche più severe, al momento, di quelle italiane. Proprio come si era sperimentato con la cabina di regia unitaria nel nostro territorio durante la prima ondata. Una cabina di regia il cui lavoro aveva prodotto risultati concreti con la messa in atto coordinata di misure capaci di ridurre al minimo l’impatto del virus. A Rimini come a San Marino, senza chiusure o divisioni. La collaborazione e la cooperazione sulla base di stessi obiettivi e analoghi strumenti per raggiungerli sono le sole modalità efficaci di risposta contro un nemico comune. E’ il virus che non lascia scampo, non qualcuno che pensa a ingerenze. Confrontiamoci, subito. E usiamo gli strumenti che abbiamo già sperimentato con successo. Divisi rischiamo di farci solo più male, uniti possiamo farcela. È questo che conta. A San Marino e nella provincia di Rimini.”

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