Ritirano al bancomat i soldi di un altro cliente, mamma e figlia a processo per furto aggravato

Le due donne avrebbero fatto sparire i contanti erogati dallo sportello automatico, entrambe riprese dalle telecamere

Sono finite a processo, con l'accusa di furto aggravato, mamma e figlia che si sarebbero impossessate dei soldi di un altro cliente ritirandoli a uno sportello del bancomat. La vicenda risale al 2016 quando, secondo le ricostruzioni, un cittadino senegalese stava facendo un prelievo a un postamat. Per motivi mai chiariti, lo sportello automatico non aveva erogato immediatamente i contati, 200 euro, nonostante le insistenze dello straniero che, a un certo punto, era entrato alle Poste per chiedere agli addetti il motivo del malfunzionamento. Nel frattempo, al postamat erano arrivate le due donne, di 50 e 30 anni, per effettuare a loro volta un prelievo e trovando nell'apposita fessura le banconote dello straniero. Senza pensarci due volte, si erano impossessate dei 200 euro per poi allontanarsi in tutta fretta. Mentre il senegalese discuteva con gli addetti delle Poste, questi ultimi avevano controllato i tabulati scoprendo che la somma era stata regolamente erogata.

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Su tutte le furie, l'extracomunitario si era quindi presentato agli uffici della Polizia Postale per sporgere denuncia. Dagli accertamenti sulle telecamere che sorvegliavano lo sportello automatico, i video avevano catturato le immagini delle due donne che si intascavano i contanti del senegalese. Entrambe identificate, erano state quindi rinviate a giudizio. Difese dall'avvocato Alessandro Buzzoni, le imputate sono finite davanti al giudice monocratico. Nel corso del processo, mamma e figlia hanno provveduto a restituire i 200 euro al senegalese, che ha ritirato la denuncia, e a pagare le spese processuali. La senteza è attesa per il mese di marzo.

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