Cronaca

Ritorno a scuola, la Regione preme: "Vaccinare gli insegnanti il prima possibile"

Quanto allo screening, aggiunge l'assessore, "abbiamo aumentato la frequenza con i tamponi rapidi in farmacia. E stiamo riflettendo anche su altri strumenti"

Abbiamo chiesto al Governo che gli insegnanti entrino nella campagna vaccinale il prima possibile. E non c'è nessuna intenzione di recedere da questa richiesta". A metterlo in chiaro è Paola Salomoni, assessore regionale all'Istruzione dell'Emilia-Romagna, rispondendo in Assemblea legislativa all'interrogazione della forzista Valentina Castaldini. Secondo l'azzurra, "l'unico modo per combattere la dispersione scolastica in questa fase è tornare in classe. Ma siamo terrorizzati dal fatto che questa sia l'unica settimana di scuola, che tra una settimana saremo zona rossa e che i ragazzi stiano di nuovo a casa". Per questo, esorta Castaldini, la Regione deve farsi carico del compito di realizzare uno screening di massa coi tamponi rapidi all'interno delle scuole e di inserire il personale scolastico e i ragazzi sopra i 16 anni nella campagna vaccinale.

"Gli insegnanti devono essere tra i primi a essere vaccinati e il prima possibile - ribadisce dal canto suo Salomoni - su questo c'è l'impegno della giunta e del presidente Bonaccini". Quanto allo screening, aggiunge l'assessore, "abbiamo aumentato la frequenza con i tamponi rapidi in farmacia. E stiamo riflettendo anche su altri strumenti, che però in questa fase sono complessi" a causa del forte impegno degli operatori sanitari nelle attività ospedaliere. Quanto alla dispersione scolastica, aggiunge Salomoni anche in risposta a una seconda interrogazione presentata dalla consigliera Stefania Bondavalli della lista Bonaccini, la Regione "è al lavoro con l'Ufficio scolastico e le scuole per individuare attività ulteriori" all'indirizzo in particolare dei ragazzi delle superiori. "Non dobbiamo cambiare, nè certamente invertire, le nostre politiche contro la dispersione scolastica - afferma l'assessore - si tratta solo di rafforzarle".

Per la Regione, sottolinea Salomoni, "la scuola e le politiche educative rappresentano una priorità assoluta, il suo impegno per la didattica a distanza e la ripartenza delle lezioni in presenza è stato massimo fin da inizio emergenza e, in dialogo costante con l’Ufficio scolastico regionale, le Autonomie scolastiche, le Prefetture, gli Enti locali e il territorio ha lavorato per assicurare non solo la continuità formativa durante la pandemia, ma continuando ad investire sul futuro. Contrasto alla dispersione scolastica, offerta diversificata di opportunità educative, formative e orientative, percorsi personalizzati per fare emergere propensioni e attitudini di ragazzi e ragazze, sviluppare i loro talenti e contrastare le povertà educative che con la pandemia si sono acuite; ma anche risorse certe per sostenere gli studenti nel diritto allo studio, con contributi per l’acquisto dei libri di testo, strumentazioni informatiche e connettività. Queste le linee d’azione su cui si è mossa la Giunta regionale".

“Queste politiche - che vogliamo ulteriormente ampliare e rafforzare - e un sistema educativo capace e inclusivo hanno consentito di avere, in Emilia-Romagna, una dispersione scolastica di poco superiore all’11%, 2,5 punti percentuali sotto la media nazionale - prosegue -. Lavoriamo per fare ancora di più e ancora meglio, consapevoli che solo investendo sui giovani si può costruire il futuro di un territorio e di una comunità. E di fronte alla pandemia, abbiamo chiesto al Governo di inserire docenti e personale scolastico fra le categorie da vaccinare subito, non appena la campagna vaccinale verrà allargata al resto della popolazione, a febbraio-marzo. Richiesta dalla quale non intendiamo fare passi indietro”.

Tra gli interventi ricordati dall’assessore: l’investimento nell’Istruzione e Formazione Professionale IeFP,  per sostenere il successo formativo e accompagnare tutti i ragazzi e le ragazze ad acquisire almeno una qualifica professionale anche grazie a percorsi personalizzati, attraverso un investimento annuo dal 2011 in avanti di oltre 50 milioni di euro; i contributi per i libri di testo e le borse di studio: nel 2020  sono stati 39.738 gli studenti beneficiari di contributi per i libri di testo e 15.881 le borse di studio concesse, per un investimento complessivo nel diritto allo studio di oltre 9,8 milioni. E ancora, dal 2019, un piano triennale da 12 milioni per l’orientamento e la promozione del successo formativo; poi l’impegno - oltre 1,6 milioni annui- per l’arricchimento dell’offerta educativa dei giovani in ambito musicale.

“Un piano triennale - illustra l’assessore - che ha proprio la finalità di accompagnare i giovani e le loro famiglie nella ricerca e nella scelta della proposta formativa più idonea per costruire il proprio futuro, con percorsi personalizzati individuali e di gruppo. Non solo, la Regione finanzia un’offerta di educazione musicale con un impegno annuo di oltre 1,6 milioni di euro, che consente a quasi 7mila giovani di accedere gratuitamente a percorsi di propedeutica musicale, canto corale e musica strumentale. Senza dimenticare- ha aggiunto- l’investimento nell’ultimo triennio di 18 milioni per sostenere l’accesso all’offerta dei centri estivi quale politica inclusiva, di contrasto alle povertà educative e di sostegno alle famiglie in ottica di conciliazione vita lavoro”.

Azioni e politiche che sono state rafforzare dalla Regione per sostenere i giovani e le famiglie in questo difficile momento che la scuola sta vivendo. “La scuola è al centro delle nostre politiche, perché per i ragazzi scuola significa apprendimento, crescita e socialità, e per una comunità significa futuro. Il nostro impegno non verrà mai meno, e anzi si rafforzerà affinché, in un contesto profondamente cambiato a causa della pandemia, la nostra risposta sia sempre più in grado di non lasciare indietro nessuno e di valorizzare capacità e talenti di ogni singolo ragazzo e ragazza”, conclude.

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