Ritrovato massacrato sulla sponda del lago, al via il processo

Il ferito era rimasto in coma per alcuni giorni e, al risveglio, non era in grado di rocordarsi cosa fosse accaduto

Si è aparto nella mattianta di giovedì il processo, a carico dei due accusati, sul "giallo del lago Pascoli" dove, lo scorso 28 aprile, il gestore 31enne era stato ritrovato sulle sponde dello specchio d'acqua in condizioni disperate. Sul banco degli imputati un 25enne riminese e un bosniaco 28enne che dovranno rispondere di lesioni colpose gravissime, fuga ed omissione di soccorso. La vittima, infatti, era finito in coma in seguito alle lesioni riportate e, una volta riemerso, non era stato in grado di raccontare agli inquirenti della squadra Mobile di Rimini che indagavano su quanto accaduto cosa era successo. Secondo quanto emerso, quel pomeriggio due ragazzi erano entrati nell'area privata a bordo di un'Alfa Romeo 147 ma, quando il 31enne li aveva scoperti, non avevano aggredito il giovane come sembrava in un primo momento. Le indagini, infatti, hanno accertato che si era trattato di un investimento con il ferito, costituitosi parte civile e rappresentato dall'avvocato Mattia Lancini, che travolto dal veicolo era caduto a terra sbattendo violentemente la testa.

Il giallo del lago Pascoli

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