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Mercoledì, 7 Dicembre 2022
Cronaca

Si è spento l'esponente leghista Roberto Maroni, partecipò a diverse edizioni del Meeting

Il politico a Rimini, in veste di Ministro dell'Interno e presidente della regione Lombardia, stroncato a 67 anni da una malattia contro cui lottava da tempo

Si è spento nella prima mattinata del 22 novembre Roberto Maroni, 67 anni, ex segretario leghista, governatore lombardo e ministro dell'Interno e del Welfare. È quanto si apprende da fonti del partito. Maroni lottava da tempo contro una grave malattia. Maroni, classe 1955, nasce a Varese dove al liceo scopre la passione per la politica grazie a un suo professore cattolico-marxista, Cesare Revelli. Poi nel 1979 l'incontro con Umberto Bossi che cambia la sua vita: "Ero un giovane neolaureato che votava Democrazia proletaria. Un mio amico mi disse che c’era un tipo interessante da conoscere. Mi trovai una sera nella sua casa di Capolago, frazione di Varese. Lui parlava di autonomie, federalismo. Io pensavo: 'Questo è matto. Sto perdendo tempo'. Ma poi disse che voleva fondare una rivista. Mi proposi e nacque il sodalizio".

Nel 1985 viene eletto consigliere comunale della Lega Lombarda a Varese. Nel 1992 entra in Parlamento eletto alla Camera dei Deputati. Con la vittoria del Polo delle Libertà alle elezioni politiche del 1994 diventa vice presidente del Consiglio e ministro dell'Interno del governo Berlusconi tra il 1994 e il 1995. In quei mesi si distingue per aver firmato il decreto Biondi sull'abolizione della custodia cautelare che ha fatto uscire di prigione i corrotti di Tangentopoli: Maroni disse di non aver compreso l'entità del provvedimento e di essere stato ingannato. Nella successiva esperienza di governo è stato anche ministro del Lavoro per 5 anni (2001-2006) firmando la riforma del lavoro promossa dal giuslavorista Marco Biagi che ha riformato i cosiddetti contratti atipici di lavoro: la legge ha introdotto o modificato i contratti di lavoro subordinato, come quella del co.co.pro, della somministrazione di lavoro del contratto di lavoro ripartito, al contratto di lavoro intermittente, o al lavoro accessorio e al lavoro occasionale, nonché il contratto a progetto.

Maroni torna poi al governo salendo ancora al Viminale nel triennio 2008-2011 il quarto Governo Berlusconi. Con Umberto Bossi il rapporto si incrina viste le divergenze di vedute ma questo non gli impedisce di salire alla guida del partito tra il luglio 2012 e il dicembre 2013 dopo lo scandalo Belsito: furono gli anni di transizione della Lega dall’era Bossi a quella Salvini. Chiusa l’esperienza da segretario, nel 2013 diventa governatore della Regione Lombardia succedendo a Roberto Formigoni. A causa di gravi problemi di salute rinuncia sia alla candidatura alle Regionali del 2018 che a sindaco di Varese nel 2020.

L'esponente leghista partecipò a diverse edizioni del Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini sia da Ministro dell'Interno, nel 2010 dove parlò di una manovra per eliminare politicamente il premier di allora Silvio Berlusconi, che da presidente della regione Lombardia, nel 2014 per partecipare all'incontro dal tema 'Expo: il mondo si incontra in Italia' in occasione dell'esposizione universale di Milano e nel 2015 per un dibattito sul welfare.

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