Nuovo colpo del mago della truffa, era ricercato in tutta Italia

Ad essere raggirato è stato un collezionista di orologi di lusso umbro al quale è stato rifilato il classico "pacco"

Emerge un nuovo colpo messo a segno da Enrico Di Donato, il 46enne residente a Rimini, considerato il mago della truffa e ricercato in tutta Italia prima di essere arrestato, lo scorso 27 novembre, dopo un raggiro messo a segno in Liguria. La sua specialità era raggirare chi, attraverso internet, vendeva preziosi orologi ma il suo modus operandi era diventato talmente tanto famoso da essere accuratamente descritto in un filmato postato su YouTube. La truffa era stata messa in atto a Spoleto dove la vittima, un collezionista di orologi di lusso, si era rivolta al Commissariato per denunciare il tutto. Secondo quanto emerso, l'uomo aveva messo in vendia on-line un Cartier Pasha ed era stato contattato dal 46enne per perfezionare l'acquisto.

Anche in questo caso, Di Donato ha proposto alla vittima uno scambio con un Rolex Submariner e i due, dopo essersi incontrati a Spoleto, si sono recati in una gioielleria per far periziare gli orologi il cui valore supera i 6mila euro ciascuno. Come da copione, dopo l'avvenuta garanzia che il Rolex era autentico, con una mossa da prestigiatore il 46enne aveva sostituito il Submariner con una patacca da 50 euro rifilando così il quadrante taroccato al collezionista umbro e intascandosi il Pasha.

Le indagini della polizia di Stato di Spoleto hanno visto gli inquirenti lavorare per estrapolare i fotogrammi, i filmati e i rilievi di eventuali impronte papillari ed accertamenti sui telefoni cellulari del truffatore oltre che a mettersi alla caccia di raggiri simili giungendo alla conclusione che il soggetto aveva perpetrato numerosissime truffe, con le identiche modalità, in diverse città italiane. Naturalmente il nome fornito era falso, così come la carta d’identità esibita in diverse occasioni, mentre le sim-card utilizzate erano intestate a stranieri residenti all’estero. 

Dopo l'arresto, avvenuto a Savona, gli inquirenti hanno perquisito l'abitazione riminese del truffatore sequestrando decine di orologi di marche prestigiose, molti verosimilmente falsi, nonché oggetti preziosi e tutto il necessario per la composizione del “pacco” per la prossima truffa, nonché cacciaviti di precisione, strumenti di punzonatura e garanzie contraffatte, oltre a scatole e custodie, perfette repliche di originali marchi prestigiosi. Condannato per direttissima dal Tribunale della cittadina ligure alla pena di 10 mesi per la truffa appunto commessa in quel di Savona, Di Donato è stato anche sottoposto all’obbligo di dimora ed al divieto di allontanamento dalla sua città di residenza.

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