"La Romagna non può rimanere senza aeroporto, ricadute sul territorio per un miliardo"

L'assessore regionale al Turismo, Maurizio Melucci, e il deputato del Pd, Tiziano Arlotti, intervengono dopo il fallimento di Aeradria. Arlotti: "per il territorio riminese e il suo tessuto economico vale davvero come l'aria che respiriamo"

Tornano a parlare del fallimento di Aeradria e delle difficoltà del "Federico Fellini" Maurizio Melucci, assessore regionale al Turismo, e Tiziano Arlotti, deputato del Pd, alla fine di quella che è stata la settimana più calda per lo scalo riminese dopo che il Tribunale ha sentenziato il crack finanziario dell'aeroporto. "La Romagna non può rimanere senza aeroporti: sono infrastrutture strategiche per mantenere il collegamento con i mercati conquistati in questi anni, come quello russo, ed è per questo motivo che la Regione farà tutto quello che è in suo potere per mantenere l'operatività del 'Fellini'". Ha spiegato Maurizio Melucci sottolineando, comunque, che la Regione non ha avuto colpe sullo scalo riminese per non aver saputo elaborare una strategia complessiva degli scali regionali.

Sulla questione è tornato ad intervenire anche il deputato riminese del Pd, Tiziano Arlotti. Ho sempre detto, e lo ripeto oggi -spiega l'onorevole - che l'aeroporto Fellini per il territorio riminese e il suo tessuto economico vale davvero come l'aria che respiriamo. E' un'infrastruttura strategica che da sempre è fondamentale per la nostra economia e per il nostro sviluppo (tanto che la ricaduta e l'indotto dello scalo rasentano il miliardo di euro). In questi anni abbiamo realizzato importanti investimenti, come la nuova Fiera e i Palacongressi, per acquisire ulteriori presenze e offrire nuove opportunità di crescita e di lavoro. L'aeroporto è e resta fondamentale per conseguire questi risultati. Le amministrazioni pubbliche, credendo fermamente in questa strategia, hanno giustamente sostenuto la struttura aeroportuale, anche con adeguate risorse, e con il concorso di tutte le componenti istituzionali coinvolte, e la condivisione di quelle politiche e delle associazioni di categoria e sindacali. Stupisce, perciò, che oggi compaiano tanti smemorati, a partire dal consigliere Mauro, che puntano il dito contro le amministrazioni che tanto hanno fatto, grazie anche ai loro solleciti, per portare il Fellini addirittura a raggiungere il milione di passeggeri e acquisire un importante ruolo a livello nazionale, tanto da venire riconosciuto fra i 31 scali di interesse nazionale. E, più in piccolo, stupiscono le frizioni tra curatela fallimentare e quei creditori che, comunque, negli ultimi mesi hanno messo da parte le proprie convenienze, dimostrando di volere bene al Fellini mettendo persino nuove risorse economiche. E' grazie a questo sforzo che oggi il curatore fallimentare si trova ancora nella possibilità di esercitare l'attività. Ovviamente va rispettato il lavoro che la Magistratura sta svolgendo, così come oggi a maggior ragione è opportuno che le amministrazioni pubbliche possano continuare a svolgere il loro ruolo nella pienezza dei loro mandati e poteri. Chi contesta questo ha gli strumenti statutari, eventualmente, per agire nelle sedi elettive".


"Dopo la dichiarazione di fallimento di Aeradria - conclude Arlotti - decretata dal Tribunale di Rimini e consapevoli del fatto che la partita giudiziaria potrebbe non essere conclusa (compreso un eventuale ricorso avverso alla decisione dei giudici riminesi), l’urgenza e la responsabilità di queste ore non può essere altro, perciò, che quella di salvaguardare un’infrastruttura strategica per il presente e il futuro del territorio. Fondamentale, anche nell’esercizio provvisorio, è mantenere voli di rango internazionale e lo status di scalo di interesse nazionale; fondamentale è che sia assicurata la continuità dell'attività aeroportuale per rispondere alle esigenze dell'economia dell’area riminese. Alla curatela, a cui è affidata oggi la gestione del Fellini, chiediamo di salvaguardarlo al massimo dalle azioni che metteranno certamente in atto gli scali concorrenti per acquisire clienti e collegamenti. Occorre che il bando venga emesso senza sforare i termini di legge. Sarà fondamentale che la gara ponga vincoli seri in merito ai requisiti dei candidati alla gestione del Fellini, sia per ciò che riguarda il piano industriale, sia per le garanzie che i candidati devono dare sugli investimenti e la proposta commerciale. Chi ha i requisiti, competenze acquisite e interessi industriali strategici che ci garantiscano da questo punto di vista sarà il benvenuto. Occorre inoltre, con l'implementazione del protocollo fra i governi di Italia e San Marino sull'utilizzo dell'aeroporto, elaborare un piano industriale che tenga conto delle connessioni e delle opportunità che l'accordo stesso offre”.

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