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Una manifestazione organizzata da Rompi il silenzio (foto d'archivio)

Una manifestazione organizzata da Rompi il silenzio (foto d'archivio)

Rompi il silenzio, eletto il nuovo direttivo del Centro antiviolenza. I dati del 2020

In aumento rispetto al 2019 le donne con i figli minori protetti nelle case rifugio a indirizzo segreto

L’Associazione Rompi il silenzio, il centro antiviolenza in difesa delle donne vittime di violenza, ha eletto il nuovo direttivo per il triennio 2021-2024. L’assemblea delle socie si è riunita il 10 febbraio e ha scelto sette donne al lavoro per tutelare le donne insieme ai loro figli. Il Direttivo si è così riunito lunedì 15 febbraio e ha assegnato le cariche: confermate Paola Gualano che ricopre la carica di presidente, Roberta Calderisi, vice presidente con delega al Bilancio, Donatella Gobbi e Marianna Martino, segretarie, Lorella Bianchi, consigliera, e nuove nomine per Veronica Magnani e Nadia Maccaferri, consigliere.

Le attività

Rompi il silenzio continua a portare avanti senza sosta l’impegno per aiutare le donne che subiscono violenze. I servizi offerti sono l’ascolto e la prima accoglienza; la consulenza legale; la consulenza psicologica; lo sportello del lavoro; l’ospitalità nelle case rifugio (dimore disponibili in caso di emergenze a indirizzo segreto); ospitalità nelle case in semi autonomia (struttura a indirizzo protetto dove vengono ospitate donne sole o con minori per un periodo di tempo limitato allo scopo di intraprendere un percorso di autonomia che risulterebbe difficoltoso a causa di problematiche economiche e organizzative).

“Proseguiamo come sempre con l’attività di accoglienza agli sportelli e con il lavoro di messa in protezione delle donne e dei figli minori – afferma Paola Gualano – Siamo molto contente del progetto del Centro antiviolenza dell’Unione di Comuni della Valmarecchia, il Centro Marielle, che fa sempre parte di noi, ed è stato aperto a Santarcangelo di Romagna tramite un progetto regionale. Le volontarie stanno lavorando molto bene e ci sono numerose richieste di aiuto. Invece, la pandemia ci ha rallentati rispetto alle tante attività di sensibilizzazione che abbiamo sempre portato nelle piazze e su altre iniziative. Per il momento stiamo organizzando incontri online.

I dati del 2020

Dal 1° gennaio al dicembre 2020 sono state circa 250 le donne che hanno contattato Rompi il silenzio, un dato leggermente in aumento rispetto all’anno precedente. Un’attenzione particolare merita il periodo che va dal 1° marzo al 31 maggio, che coincide con la fase acuta del lockdown causato dalla pandemia. In questi tre mesi sono state 106 le donne che hanno contattato il centro, di cui quasi la metà – 50 – sono stati nuovi contatti, cioè donne che per la prima volta hanno chiesto supporto a Rompi il Silenzio. Dopo un primo momento di calo della richiesta d’aiuto, c’è stato nelle settimane successive un netto aumento, anche rispetto agli anni precedenti. Ed è cresciuto anche il numero di colloqui, avvenuti per telefono. Chi ha contattato per la prima volta Rompi il Silenzio – soprattutto donne italiane - ha denunciato violenze psicologiche e fisiche. Il dato forse più rilevante riguarda le donne e i minori ospitati in Casa Rifugio. Nell’anno 2020 sono state ospitate 26 donne e 34 minori (un dato in aumento rispetto al 2019 con ospiti 20 donne e 25 minori), per oltre cinquemila notti totali di permanenza.

Il 2021: la fotografia dei primi mesi

Dall’inizio dell’anno si contano già dieci donne uccise in Italia e due erano romagnole. Le vittime sono la 29enne riminese Sonia Di Maggio, uccisa a coltellate dall’ex fidanzato, che l’ha raggiunta in Salento dove la giovane aveva iniziato una nuova vita insieme a un altro compagno. E’ invece stata assassinata a Faenza la 46enne Ilenia Fabbri. Il delitto è stato compiuto nel suo appartamento e le indagini sono in corso. Non si può non ricordare anche la morte di Vera Mudra, una donna 61enne, di origine ucraina, uccisa dal marito a fine 2020 nella loro abitazione a Rimini.
 

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