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Giovedì, 1 Dicembre 2022
Cronaca Cattolica

Rumori notturni molesti e telecamere che invadono la privacy, quando la vicina è una stalker

Dopo tre anni da incubo per una famiglia che era andata a vivere in una villetta bifamiliare arriva il provvedimento del giudice che impone il divieto di avvicinamento per la vicina

Rumori molesti che, soprattutto di notte, impedivano alla famiglia di dormire, telecamere puntate sugli spazi privati che invadevano la privacy, insulti, minacce e aggressioni fisiche. E' durato tre anni l'incubo per una famiglia di Cattolica che, dopo essersi trasferita in una villetta bifamigliare, si è trovata a dover combattere contro la vicina di casa diventata una stalker nei confronti della quale dopo una serie di denunce è arrivato il divieto imposto dal gip di avvicinarsi alle sue vittime. Tutto è iniziato nel 2019 quando padre, madre e due figli adolescenti hanno preso possesso dell'appartamento al primo piano della nuova abitazione. Al piano terra, invece, abitava una 52enne che fin da subito ha dato filo da torcere alla famigliola. Secondo quanto ripetutamente denunciato, la donna entrava in azione soprattutto nelle ore notturno quando senza motivi apparenti e armata di bastone iniziava a percuotere le ringhiere provocando un gran baccano. A questo, inoltre, si aggiungevano altri colpi battuti sul solaio dell'appartamento che buttavano giù dal letto i componenti della famiglia appena arrivata. 

La 52enne, oltre a questo, aveva iniziato ad invadere la privacy dei vicini puntando le telecamere di videosorveglianza nella loro proprietà privata. In un primo momenti il capofamiglia delle vittime, un 54enne difeso dall'avvocato Massimo Melillo, aveva cercato di prendere con le buone la vicina e farla desistere da questo comportamento ma per tutta risposta la donna aveva iniziato a minacciare i componenti della famiglia e in un'occasione avrebbe aggredito anche l'uomo con una serie di graffi. Esasperate e dopo una lunga serie di denunce, le vittime hanno riunito tutti i comportamenti della 52enne in una querela complessiva che ha fatto decidere il pubblico ministero per una richiesta restrittiva nei confronti della stalker che nel frattempo era stata condannata con decreto penale a una multa per stalking e disturbo della quiete. Il Gip, accogliendo le richieste dell'accusa, ha disposto per la vicina di casa il divieto di avvicinamento alla famiglia e l'obbligo di smettere coi rumori molesti in attesa della conclusione delle indagini che la vedono accusata di minacce, lesioni, interferenze illecite nella vita privata e disturbi.

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