Rumori Sinistri: "Prostituzione? Il vero problema è il lavoro sfruttato"

L'associazione "Rumori sinistri" di Rimini, molto attiva sul tema dello sfruttamento del lavoro stagionale nel settore turistico della riviera non condivide e respinge l'intervento di Patrizia Rinaldis, presidente dell'Associazione Albergatori, sulla prostituzione in strada

L'associazione “Rumori sinistri” di Rimini, molto attiva sul tema dello sfruttamento del lavoro stagionale nel settore turistico della riviera non condivide e respinge l'intervento di Patrizia Rinaldis, presidente dell'Associazione Albergatori, sulla prostituzione in strada. Nel suo intervento Rinaldis chiedeva attenzione per il decoro e l'immagine della città. Ma non è questa l'impostazione di Rumori Sinistri: “Il suo intervento punta i riflettori sull'illegalità del soggetto debole (prostitute, immigrati, venditori ambulanti) che ben ha caratterizzato e caratterizza la governance sicuritaria territoriale”.

E ancora: “Ma questo intervento nasce inoltre dal bisogno, a nostro avviso, di riscattare soprattutto l'immagine dell'Associazione Albergatori di Rimini per spostare l'attenzione dal Lavoro Gravemente Sfruttato nel turismo (fenomeno endemico sancito dall'Odg approvato in consiglio comunale lo scorso 14 marzo) attraverso l'individuazione di un altro tipo di sfruttamento, quello del sesso e del corpo della donna”.

“Per questo non ci stupisce l'intervento di Patrizia Rinaldis, soprattutto dopo che il fenomeno del Lavoro Gravemente Sfruttato nel turismo ha avuto una grande rilevanza sui media nazionali grazie alla pluriennale azione della nostra associazione e di altre realtà autorganizzate del territorio. Noi pensiamo che la questione della prostituzione, nelle sue molteplici sfaccettature e nella sua complessità, dovrebbe essere trattata con più competenza e serietà, non certo con slogan e militarizzazione delle strade. Cosi come non accettiamo in alcun modo che proprio l'Associazione Albergatori di Rimini si faccia paladina di principi etici e di legalità', quando è la prima a non agire il rispetto né delle regole, nel senso stretto di legittimità', né degli esseri umani. Nello specifico riteniamo che sia più' indecoroso per l'immagine di questo territorio e produca maggiore povertà ed illegalità, un turismo che ogni estate si regge su forme di iper sfruttamento e paraschiavismo lavorativo, piuttosto che l'indecorosità di “signorine poco vestite”.

“E', pertanto, un'operazione troppo facile e scontata oltre che disgustosa e di basso profilo umano quella della Rinaldis, ovvero spostare il problema dell'evasione fiscale e dell'illegalità sui soggetti sociali più deboli e vulnerabili, come le sex workers, le schiave del sesso e i venditori ambulanti. Questi ultimi, infatti, oltre ad avere un peso specifico sull'economia sommersa assolutamente irrilevante rispetto all'illegalità prodotta altrove dagli imprenditori del settore turistico non hanno neppure accesso ai diritti di cittadinanza”.

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