Venerdì, 19 Luglio 2024
Cronaca

Il sindaco Sadegholvaad: "Il turismo deve ripartire, convivenza con il virus e basta paralizzare il Paese"

Appello al Governo del primo cittadino: "Biosgna che la convivenza con il Covid non sia solo un guscio lessicale ma un concreto progetto di ritrovata normalità"

Sono ore di grande fermento, in vista delle elezioni del nuovo Presidente della Repubblica, ma secondo il sindaco Jamil Sadegholvaad ci sono delle priorità su cui il governo dovrà presto mettere mano. Il primo cittadino di Rimini si rivolge verso Roma e chiede pubblicamente “di agire e dare respiro a una ripartenza che non può attendere oltre poche settimane”. Il sindaco parla a fronte di una situazione, quella legata al settore turistico, completamente in stallo lungo la Riviera. Con hotel deserti, agriturismi che non hanno un cliente, con fiere cancellate, con eventi che saltano in continuazione.

“Non si tratta più di ristori ma della possibilità di tirarsi su in piedi definitivamente, facendo finalmente in modo che il mantra della convivenza con il Covid non sia solo un guscio lessicale ma un concreto progetto di ritrovata normalità”. E lo dice a fronte dei numeri che genera l’industria del turismo: “Rimini e il suo principale settore industriale e economico, che occupa 70 mila persone e genera un valore economico di 4,6 miliardi di euro all’anno (dato pre pandemia), chiede di agire”.

E il primo cittadino aggiunge: “Bisogna che torniamo a parlare di programmazione, anche a breve termine, e vuol dire ripartire normalmente in primavera. Ma è necessario deciderlo ora perché un’industria come quella turistica non si accende o si spegne con un clic sull’interruttore. Questa cosa è bene dircela, senza volere entrare in un dibattito di una classifica tra ciò che è indispensabile e cosa non lo è. L’economia non riguarda solo pochi padroni ma la vita di tutte le famiglie, dei giovani, degli adulti”.

Quello di Jamil Sadegholvaad è un vero e proprio appello: “Il turismo, anche a Rimini, ha dato con responsabilità e senso del dovere da marzo 2020, così come l’intera Italia. Ma ora non può più attendere. Sappiamo bene che il 2022 è già un anno molto complicato perché sulle imprese italiane si sta già abbattendo il peso dell’aumento stellare della bolletta energetica e, come in una tempesta perfetta, il probabile calo dei consumi derivato dall’analogo incremento, pesantissimo incremento che sta toccando alle famiglie italiane. Ma adesso occorre anche guardare in avanti e non solo all’oggi. Vuol dire che l’economia e l’occupazione non possono continuare a essere appesi a ristori e agevolazioni, peraltro ritagliate in un debito pubblico che prima o poi dovrà essere pagato. Bisogna uscire da questa fase emergenziale in tutti i sensi per trovare una strada vera e concreta di convivenza con il virus”.  
 

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