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Safer Internet Day, una giornata per combattere il cyberbullismo

Preoccupanti i dati che emergono tra i giovani con oltre la metà di loro vittima di attacchi sul web come il Revenge porn

Domani in tutto il mondo sarà celebrato il Safer Internet Day, un evento internazionale che in 140 Paesi promuove un uso più sicuro e responsabile della tecnologia online e dei telefoni cellulari da parte di bambini e giovani. Proprio sul cyberbullismo a Rimini è in pieno svolgimento la seconda edizione di ‘Da spettatori a protagonisti’, il progetto che vede Gruppo SGR schierato al fianco delle scuole nel sensibilizzare le giovani generazioni a riconoscere e contrastare il fenomeno del bullismo anche sulla Rete. Sono coinvolte 34 classi della scuola superiore e 781 studenti, sostanzialmente il doppio dello scorso anno. La didattica a distanza non ha frenato l’interesse e gli incontri, prima in presenza, sono stati confermati online e si sono aggiunti nuovi laboratori per generare la capacità di utilizzare con competenza i social, perché il bullismo circola più velocemente dietro allo schermo di un computer o di un telefonino.

“Stiamo comprendendo l'enorme rilievo che assumono queste iniziative di prevenzione – commenta Micaela Dionigi, Presidente del Gruppo SGR – coi fatti di cronaca che evidenziano il dilagare sul web di trappole per i nostri ragazzi. Il coinvolgimento dei professionisti, quello fondamentale dei dirigenti scolastici e degli insegnanti, consente di arrivare laddove anche per le famiglie spesso è complicato. È un lavoro comune e siamo davvero orgogliosi di poter fare la nostra parte”.

I dati dell'Osservatorio Indifesa 2020 e Scuolazoo dicono che il 61% dei giovani afferma di essere stato vittima di bullismo o di cyberbullismo nel 2020. Ancora di più, il 68%, confessa di esserne stato testimone. Sei ragazzi su dieci non si sentono al sicuro online; oltre la metà delle ragazze ha l’incubo del Revenge porn. Nell'anno del Covid, inoltre, il 93% degli adolescenti ha affermato di sentirsi solo. Fra i rischi maschi e femmine pongono al primo posto il cyberbullismo (66,34%), a seguire la perdita della propria privacy (49,32%) e il Revenge porn (41,63%). Un adolescente su tre conferma di aver visto circolare foto intime sue, o di amici sui social network. Insieme al tema del cyberbullismo, il progetto è arricchito da iniziative che si concretizzano in laboratorio. “Abbiamo capito anche l’importanza - dice il Prof. Luigi Aloia docente all’Einaudi-Molari – del valore del ‘fare’ cose insieme. Lo scorso anno furono realizzati braccialetti con all’interno frasi sul tema; quest’anno produrremo un cartone animato che gli stessi ragazzi monteranno. Abbiamo classi nelle quali s’è deciso di raddoppiare questo impegno, uno scatto significativo di motivazione e di coinvolgimento. I ragazzi vincono la timidezza mettendosi in gioco e producendo qualcosa insieme. E’ un passaggio decisivo per radicare dei valori che poi tornano utili quando online scattano rischi di cyberbullismo”.

“È così – conclude il Prof. Aloia - Nell’affronto dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo, gli insegnanti ascoltano, dialogano con gli studenti su livelli differenti dal classico rapporto alunno-insegnante. In sostanza li conduciamo fuori dalla loro dimensione confortevole”. “Incrementare le conoscenze su sicurezza e privacy – spiega Primula Lucarelli, progettista e formatrice che ha affiancato il progetto dalle prime battute – completa le conoscenze sull’uso della tecnologia. I ragazzi stanno imparando a diventare peer educator. Niente è più efficace di un messaggio scambiato fra loro su temi così delicati. Fra l’altro l'Einaudi è una delle scuole del progetto che ha attivato l'educazione digitale in tema di sicurezza e privacy in tutte le classi prime a partire da questo anno scolastico e grazie al progetto promosso dal da Gruppo SGR”. In vista del 9 febbraio i canali social di Gruppo SGR stanno pubblicando post con informazioni sui comportamenti da tenere online per temere alla larga le troppe trappole disseminate. “Da spettatori a protagonisti” si realizza con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Rimini e della Provincia di Rimini.

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