Lunedì, 21 Giugno 2021
Cronaca

Salgono a 19 i casi di persone positive, i 3 nuovi malati presentano sintomi non gravi

Sono 335, in Emilia-Romagna, i casi di positività, registrati 3 nuovi decessi che portano a 11 il numero complessivo di quelli avvenuti in regione

Sono 335, in Emilia-Romagna, i casi di positività al Coronavirus: 212 a Piacenza, 61 a Parma, 8 a Reggio Emilia, 29 a Modena, 3 a Bologna, 1 a Forlì-Cesena, 2 a Ravenna e 19 a Rimini. Da registrare 3 nuovi decessi, che portano a 11 il numero complessivo di quelli avvenuti in regione. Si tratta di un paziente di 89 anni, di San Marino,deceduto all’ospedale di Rimini, dove era ricoverato, che presentava gravi patologie preesistenti; una signora di 95 anni deceduta all’ospedale di Piacenza, per la quale sono in corso accertamenti sul quadro clinico pregresso; e un bergamasco di 62 anni, deceduto all’ospedale di Parma, già ricoverato in medicina d’urgenza. Anche per quest’ultimo paziente sono in corso gli accertamenti su possibili patologie preesistenti.

Rispetto al tardo pomeriggio di ieri, quando i casi positivi erano 285, sono dunque 50quelli in più: 38 a Piacenza, 2 a Parma, 1 a Reggio Emilia, 5 a Modena, 1 a Bologna e 3 a Rimini. Resta invariato il numero delle persone risultate positive a Ravenna (2) e a Forlì-Cesena (1). Si conferma che i nuovi pazienti, come la maggior parte delle persone risultate ad oggi positive, si trovano in condizioni non gravi. Molti i casi asintomatici o con sintomi modesti. Sono 160 le persone in cura a casa, dove si trovano in isolamento. I ricoveri in terapia intensiva sono 16.

La Prefettura di Rimini ha precisato che per i nuovi casi sono si tratta di due donne, rispettivamente di 54 e 80 anni, e di un uomo di 89 anni. I tre sono ricoverati all’Ospedale di Rimini. In un quadro complessivo salgono a 17 i casi di residenti nella provincia riminese che risultano positivi al nuovo Coronavirus. Di questi 9 sono ricoverati in ospedale mentre 8 sono al loro domicilio in quanto privi di sintomi o comunque con sintomi così lievi da non richiedere ricovero. Sempre nella medesima giornata è stato comunicato dalle Autorità sanitarie marchigiane il caso di un paziente positivo che lavora in una grande azienda della Valmarecchia. L’uomo non si trova ricoverato in questa regione. L’AUSL ha provveduto, comunque, ad individuare e collocare in quarantena volontaria i colleghi che rappresentano contatti stretti con il paziente e che in virtù del ruolo ricoperto da quest’ultimo risultano poche unità. 

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