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Lunedì, 27 Maggio 2024
Cronaca Riccione

Salvata grazie a una staffetta di volontari, dopo mesi di cure la tartaruga Janette torna in mare

Questo grosso esemplare adulto di sesso femminile, ritrovato a seguito di uno spiaggiamento a Lido di Venezia, è stato recuperato grazie all’intervento dei volontari Wwf

Giovedì,19 ottobre, dalla spiaggia di fronte al Centro di Recupero Tartarughe marine di Riccione gestito dalla Fondazione Cetacea, tornerà finalmente in mare la tartaruga Janette dopo alcuni mesi di cure. Questo grosso esemplare adulto di sesso femminile, ritrovato a seguito di uno spiaggiamento a Lido di Venezia lo scorso marzo, è stato recuperato grazie all’intervento dei volontari del Wwf Veneto. Apparsa immediatamente magra, fortemente debilitata e bisognosa di approfondimenti diagnostici, la tartaruga tramite una staffetta di volontari è stata portata al Centro di Recupero Tartarughe Marine di Riccione dove le è stata diagnosticata un’infezione: questa prognosi le è “costata” un ricovero di lungo periodo nel corso del quale ha ripreso peso e forze: Janette all’arrivo pesava solo 53 chili per 80 centimetri di carapace, ora è arrivata a 62 chili. Si ipotizza che possa avere più di 25 anni.

Janette sarà una delle protagoniste di un progetto importante di studio e monitoraggio delle popolazioni di tartarughe in Mediterraneo: le verrà istallato sul carapace un dispositivo satellitare che ne mapperà i movimenti per alcuni mesi allo scopo di studiarne le abitudini migratorie ma anche acquisire altri importanti dati quali temperatura e salinità dell’acqua. Il dispositivo, cofinanziato dalla Commissione Ue attraverso i fondi Life, rientra tra le azioni del progetto Life Medturtles di cui Fondazione Cetacea è partner, progetto che include azioni collettive per migliorare lo stato di conservazione delle popolazioni di tartarughe marine dell’Ue e nelle zone confinanti, riconoscendo l’importanza di un approccio a livello mediterraneo attuato sia nei paesi dell’Ue che nei paesi terzi, vista la natura migratoria delle due specie target: la Caretta caretta e la Chelonia mydas.

Il progetto, che si concluderà ad agosto 2024, oltre raccogliere informazioni sulle popolazioni di tartarughe in Mediterraneo e sui loro movimenti, include anche azioni quali proteggere i siti di nidificazione e ridurre l’impatto dalla cattura accidentale in attrezzi da pesca, intervenendo sulla sensibilizzazione dei pescatori, promuovendo sistemi di pesca che non mettano a repentaglio la vita delle tartarughe marine e rimuovendo gli attrezzi da pesca abbandonati dal fondo del mare, i così detti “attrezzi fantasma”, strumenti mortali per la fauna marina.

L’appuntamento per assistere al rilascio è giovedì mattina, alle 11, al Centro di Recupero Tartarughe Marine in via Canova 13 a Riccione.

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