Il 2012 dei salvataggi in mare: 116 soccorsi e 4 decessi

Questi i numeri contenuti nel report dell'Associazione Salvataggi della provincia di Rimini. Gli interventi sono stati 116 durante la stagione balneare 2012. Sono stati tratti in salvo 83 aduti e 33 bambini

L'obiettivo primario delle attività di salvataggio è prevenire gli incidenti e provare ad intervenire quando si verificano. Ciò significa che l'efficacia del servizio di salvamento può essere misurata non solo con il numero o la rapidità dei soccorsi, o l'abilità con cui verranno eseguiti, ma dall'assenza o la riduzione di annegamenti, incidenti e altre emergenze mediche.

Questi i numeri contenuti nel report dell’Associazione Salvataggi della provincia di Rimini. Gli interventi sono stati 116 durante la stagione balneare 2012. Complessivamente sono stati tratti in salvo 83 aduti (di cui 33 uomini e 50 donne) e 33 bambini: 90 in stato cosciente, 2 semi-cosciente e 9 in stato incosciente. In alcuni di questi casi è stata applicata la rianimazione cardio-polmonare, in altri è stato necessario l’uso del defibrillatore da parte dei sanitari giunti sul posto. I decessi sono stati 4, tutti in stato di incoscienza al momento dell’intervento del salvataggio.

Il soccorso. Il 61% dei salvataggi è avvenuto con l’uso del moscone e col mare mosso od agitato. Nel 30% dei casi le condizioni meteo marine avverse non hanno consentito l'utilizzo del mezzo di soccorso, obbligando l'operatore a raggiungere la persona a nuoto, con tutti i rischi che ciò comporta (pericolo per la vita dell’operatore e ritardo nel prestare soccorso). I salvataggi avvenuti “a piedi” sono quelli relativi a persone che hanno avuto malori a pochi metri dalla riva, pertanto per motivi diversi dalle condizioni del mare.

Le condizioni avverse del mare sono causa del maggior numero di interventi. Quasi il 70% dei casi il mare è stato mosso o agitato, mentre per il restante 30% dei casi si è reso necessario l’intervento in presenza di mare calmo o poco mosso. Le varie tipologie di vento renderono più evidente quanto diverse siano le condizioni alle quali i marinai di salvataggio sono sottoposti durante la stagione. Quasi il 50% degli interventi sono stati effettuati con venti di Greco e Levante, mentre il maestrale, seppur poco frequente fa registrare il 17% degli interventi.

La grande maggioranza degli interventi sono stati effettuati dal singolo operatore o con la collaborazione dei colleghi. L'intervento di un singolo soccorritore, seppur non preferibile, è spesso causato dalla dinamica dell'evento o da condizioni ambientali che non consentono l'arrivo tempestivo dei colleghi. L'intervento della Capitaneria di Porto è solitamente circoscritto ai casi più gravi e di decesso, oppure in rapporto a segnalazione di violazioni del codice della navigazione o dell'ordinanza balneare.

Le fasce orarie maggiormente interessate ai casi di intervento coincidono con i momenti di maggiore affluenza. L'incidenza dei casi di intervento aumenta però sensibilmente nel pomeriggio nella fascia oraria che va dalle 15.30 alle 18.00. E' altresì opportuno precisare che alcuni interventi si sono verificati prima dell'orario di servizio e durante la pausa, grazie alla particolare dedizione di alcuni.

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