Intervento sul torrente Ventena contro gli allagamenti: in arrivo fondi dalla Regione

I lavori avranno un costo di 3 milioni e 600mila euro che verrà coperto completamente dal Ministero dell’Ambiente e dalla Regione Emilia Romagna

Nuovo passo in avanti a San Giovanni in Marignano per la fase progettuale dell'intervento sul Ventena. Verranno autorizzati da apposito decreto del presidente della Regione Stefano Bonaccini i lavori per la realizzazione della Cassa di Espansione sul torrente Ventena, in quanto opera strategica e di grande valore per il territorio. I lavori avranno un costo complessivo di 3 milioni e 600mila euro che verrà coperto completamente dal Ministero dell’Ambiente e dalla Regione Emilia Romagna.

Questo progetto risolverà definitivamente il problema dei possibili allagamenti del centro storico in occasione di eventi eccezionali, determinati dall’insufficiente apertura dell’arco del ponte in corrispondenza di via Vittorio Veneto, che, essendo elemento storico, non è possibile modificare. Il progetto tiene conto delle piene storiche avvenute da quando esistono le rilevazioni (ossia circa 200 anni). Le ondate di piena non sono determinate solo dalle piogge su San Giovanni, ma soprattutto dall’arrivo di acque che provengono dai Comuni a monte dell’abitato. L’intervento consisterà nella realizzazione di una briglia che regoli il flusso dell’acqua e, in caso di evento eccezionale, sia in grado di farla accumulare in un’area esondabile, che si possa riempire con l’acqua in eccesso.  

Ciò consentirà anche la rinaturalizzazione dell’area  e la sua valorizzazione ambientale, attraverso una ripiantumazione e la salvaguardia delle alberature esistenti. La zona interessata dall’intervento è nei pressi dell’ex Fornace Ve.va e delle zone immediatamente a monte della stessa. L’area verrà delimitata da argini verdi di piccole dimensioni per garantire la totale sicurezza delle case nelle vicinanze. Tutta l’area di intervento diventerà una ulteriore area verde a disposizione della cittadinanza,  attualmente non fruibile in quanto ora le aree oggetto dell’intervento sono proprietà privata. A fine lavori diventeranno invece patrimonio della comunità.

“Siamo orgogliosi di aver conseguito anche questo risultato che premia l’impegno e la capacità progettuale di questa Amministrazione, sempre attenta alla sicurezza ed all’ambiente. Il nuovo polmone verde, oltre a rinaturalizzare un’area in passato interessata dalle cave, amplierà una zona di interesse naturalistico che anche la Regione ha ritenuto opportuno valorizzare”.

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