Cronaca

Sagome di cartone per le strade con gli storici ambulanti, Santarcangelo non rinuncia alla "Fira de Béch"

Entrano nel vivo le iniziative simboliche de "L'aria di San Martino" con maxi fotografie, corna sotto l'arco e sorprese per i passanti

Foto storiche a grandezza naturale, luminarie, musica in filodiffusione nel centro commerciale naturale, menu tipici e due iniziative online portano Santarcangelo nelle atmosfere della “Fira di Béch”. Partite già dallo scorso fine settimana, mercoledì, giorno di San Martino, proseguono ed entrano nel vivo gli eventi che rendono omaggio alla più attesa fiera d’autunno, annullata in seguito alle disposizioni del Governo per il contenimento del Covid-19. “L’aria di San Martino” è il titolo delle iniziative promosse dall’Amministrazione comunale in collaborazione con Blu Nautilus, Pro Loco, FoCuS e Città Viva per ricordare uno degli appuntamenti più attesi nell’autunno Santarcangiolese, profondamente legato con le tradizioni della città, e contemporaneamente sostenere i pubblici esercizi del centro commerciale naturale.

Sotto l’arco Ganganelli non potevano mancare le corna di San Martino, mentre oltre alle luminarie di Natale, già accese per festeggiare la fiera, e la musica in filodiffusione, piazze e vie del centro ospitano figure a grandezza naturale che ritraggono foto storiche dei più significativi protagonisti della manifestazione: dalla venditrice di caldarroste al bambino con i palloncini, fino ai tradizionali cantastorie. I cantastorie saranno protagonisti anche del primo dei due eventi online in programma proprio mercoledì, alle 10, con una diretta Facebook. Impossibilitati a svolgere la Sagra Nazionale dei Cantastorie che tradizionalmente si svolge ogni anno in occasione della Fiera di San Martino, hanno però deciso di esibirsi nella piazza Ganganelli virtuale: otto cantastorie dagli stili diversi porteranno in scena pezzi tradizionali e moderni, tristi e allegri, seri e ironici, tutti dedicati alla fiera e all’Associazione italiana cantastorie. Per guardare l’evento in diretta occorre seguire la pagina Facebook “Fiera di San Martino” o l’evento “Cantastorie. Una sagra a distanza”.

La seconda iniziativa online riguarda un’altra tradizione ormai consolidata della città: mercoledì alle15 è infatti in programma la presentazione in diretta Facebook della mostra “Per intelligenza e grazia. I burattini hanno casa a Santarcangelo”, curata da Claudio Ballestracci e promossa da Focus per celebrare i trent’anni dalla nascita della rassegna di burattini. L’apertura al pubblico della mostra, invece, avverrà non appena le disposizioni per il contenimento del Covid consentiranno la riapertura degli istituti culturali. Non sono solo simboliche, le iniziative in programma per “L’aria di San Martino”. Grazie anche alla possibilità di ampliamento negli spazi esterni i negozi del centro esporranno i prodotti di fronte alle proprie vetrine, mentre locali e ristoranti proporranno menu ispirati alla tradizione per il pranzo di San Martino e piatti della tradizione romagnola anche tramite asporto e consegna a domicilio, recapitati per l’occasione all’interno di una speciale borsa dedicata proprio a San Martino.

san martino - santarcangelo - foto strada-2

Il messaggio del sindaco Parma

Alla fine siamo arrivati a San Martino. Cosa ci manca, più di tutto, di questa Fiera che non c’è? Io credo i profumi. Passeggiare per le vie di Santarcangelo e sentire gli odori della piada, della salsiccia, della cipolla e del vino è qualcosa che purtroppo non si può sostituire in alcun modo. La pandemia, l’ho ripetuto più volte, ci ricorda il valore delle cose per sottrazione. Non potendo vivere a pieno la nostra vita, in questi mesi siamo costretti a confrontarci con la rinuncia: alle nostre abitudini, allo stare insieme, ai momenti dove la nostra comunità si ritrova. Per rimanere noi stessi dopo un periodo del genere serve una strategia, bisogna trovare un modo per uscire da questi mesi non dico migliorati – cosa che, al di là della retorica, non mi sembra possibile – ma almeno non troppo peggiorati o diversi da come eravamo prima. Da questo punto di vista a Santarcangelo, e in particolare nei giorni di San Martino, abbiamo un esempio curioso e interessante a cui guardare: la cipolla, che si spoglia un po’ alla volta della sua “buccia” esterna messa lì per preservare l’integrità della polpa al suo interno.

“Generosa disfi il tuo globo di freschezza
nella consumazione fervente della pentola,
e il velo di cristallo al calore acceso dell’olio
si trasforma in arricciata piuma d’oro”.

Oltre a raccontare la virtù stratiforme della cipolla, diventata proverbiale nel linguaggio comune, questi versi dell’Ode alla cipolla di Pablo Neruda portano alla mente anche quell’atmosfera di semplicità tipica della Fiera di San Martino, fino a farne respirare il profumo. Le Fiere d’Autunno hanno il potere di riportarci per il breve spazio di qualche giorno indietro nel tempo, ma sono anche una straordinaria finestra su un futuro prossimo, fatto sempre più di quel “buon vivere” che ha consentito a Santarcangelo di entrare nel circuito di Cittaslow. Un valore sul quale dobbiamo continuare a investire, perché diventerà sempre più centrale nelle nostre vite. Da qui il nostro impegno per la realizzazione di nuovi percorsi ciclabili e pedonali in vari punti della città, in particolare per collegare il centro e le frazioni. Da Santa Giustina a San Martino, dalle strade scolastiche alla cittadella dello sport, fino alla via Emilia, un po’ alla volta sta prendendo forma quell’insieme di percorsi – che troverà organicità con il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile – per dotare Santarcangelo di una rete ciclopedonale completa. Per noi questo è il futuro, e pensiamo sia particolarmente importante che a plasmarlo siano quei valori in cui da sempre si riconosce la nostra comunità e che fanno di Santarcangelo un luogo a misura d’uomo, dove le tradizioni non si superano o si cristallizzano, ma si aggiornano e si rinnovano.

In tutto questo, non ci sarebbe neanche bisogno di dirlo, giocano un ruolo fondamentale le relazioni tra persone, la vicinanza, il piacere di incontrarsi e stare insieme che purtroppo in questo momento non abbiamo la possibilità di vivere come vorremmo. Ecco cos’altro ci manca di San Martino: il grande incontro di tutto il paese, specialmente l’11 novembre che da sempre è il giorno dei santarcangiolesi alla Fiera. Oggi sentiamo questa mancanza più che in altri giorni, ma il problema sono questi lunghi mesi di chiusura totale o parziale, che si fanno sempre più pesanti. Eppure i numeri del contagio sono sotto gli occhi di tutti: è vero che siamo in zona gialla, ma i dati non sono confortanti e il Governo sta già pensando a un inasprimento generale delle misure. Quindi ancora una volta dobbiamo continuare ad avere pazienza, fare attenzione e spogliarci della nostra vita quotidiana per preservare il nucleo di quello che siamo. Come la cipolla.

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