Guerra ai circoli privati, Confcommercio: "Fanno concorrenza sleale a bar e ristoranti"

Giovanna Giusto e Gaetano Callà: "C'è chi si approfitta di regimi fiscali agevolati. Vanno tenuti sotto controllo anche gli home restaurant"

“A Santarcangelo continuano a sbocciare circoli privati, che di privato hanno ben poco e che, al contrario, sono attività di pubblico esercizio che approfittano delle pieghe di leggi e regolamenti complicati e ambigui – spiega Giovanna Giusto, referente della delegazione di Santarcangelo per Confcommercio della provincia di Rimini -. Non è dunque bastato il giro di vite che ha portato anche le forze dell’ordine a doversi occupare di questo aspetto sul nostro territorio, tanto era diventato diffuso. Evidentemente però nonostante sanzioni e imposizioni di chiusura c’è ancora chi non ha capito che la concorrenza sleale tra imprese dello stesso settore e l’approfittarsi un regime fiscale agevolato non sono tollerabili. C’è chi continua a camminare sul limite, oltrepassandolo a piacimento, ma come associazione non abbiamo mai abbassato la guardia a tutela delle nostre imprese e mai lo faremo”.
“Ricordiamo - ribadisce il presidente provinciale di Fipe Confcommercio, Gaetano Callà - che la Cassazione con l’ordinanza della sezione Tributaria  n. 15475 del 13 giugno 2018 ha qualificato, ai fini del trattamento tributario, come ‘commerciale’ l’attività di gestione di un bar da parte di un ente non lucrativo quando tale prestazione non è strumentale al raggiungimento dei fini istituzionali dell’ente, anche se svolta esclusivamente in favore degli associati. Dunque, le attività di somministrazione con pagamento di corrispettivi specifici, non possono beneficiare dei vantaggi fiscali, dal momento che tale prestazione in alcun modo potrebbe ritenersi strumentale alle finalità istituzionali del circolo culturale/ricreativo.

“Teniamo la guardia alzata anche verso il pullulare dei cosiddetti ‘home restaurant’ pratica classificata come attività imprenditoriale di somministrazione di alimenti e bevande a tutti gli effetti e che dunque può essere regolarmente esercitata solo nel rispetto delle specifiche prescrizioni previste per detta attività e perciò soggetta alla relativa disciplina commerciale, fiscale, igienico-sanitaria e di pubblica sicurezza”.

Sull'ultimo punto replica il portale internet di servizi agli home restaurant "Home Restaurant Hotel": "Il Ministero dell’Interno è stato chiaro: se l’attività di Home Restaurant è diretta a particolari soggetti ed è svolta occasionalmente, allora essa non sarà assoggettata alla disciplina di somministrazione di alimenti e bevande.
In caso contrario e quindi se rivolta a un pubblico indistinto, sebbene esercitata occasionalmente, essa sarà classificata come somministrazione di alimenti e bevande. E ciò in considerazione del fatto che anche se i prodotti vengono preparati e serviti in locali privati coincidenti con il domicilio del cuoco, essi rappresentano comunque locali attrezzati aperti alla clientela. L’attività di home restaurant, per chi la svolge occasionalmente e si rivolge solo a particolari soggetti, è un servizio che viene reso con l’intento non di arricchirsi illegittimamente". 

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