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Martedì, 24 Maggio 2022
Cronaca Santarcangelo di Romagna

Elezioni, Un bene in Comune "scatta" la fotografia su economia e lavoro a Santarcangelo

Commissionato uno studio che analizza il territorio. "La crisi ha generato un ricambio delle imprese, ma il numero è rimasto pressoché invariato"

Un Bene In Comune, lista a sostegno del candidato sindaco di Santarcangelo Domenico Samorani, interviene sul tema del lavoro. "Abbiamo commissionato uno studio sulla situazione socio economica territoriale del comune di Santarcangelo, considerandone i 4 driver principali: demografia, impresa, lavoro, formazione/istruzione, che descrivono il welfare di un territorio. La crisi ha generato un ricambio delle imprese, ma il numero è rimasto pressoché invariato".

Demografia del territorio

L’Emilia Romagna è tra le regioni più “vecchie” sia in riferimento all’Italia che all’Europa (ogni 100 bambini vi sono 178 anziani), Santarcangelo affianca il trend (152 anziani ogni 100 bambini). Occorrono politiche per promuovere la collaborazione della popolazione più anziana alla vita della città, oltre ad incentivare nel lungo periodo la  natalità.

Impresa

La crescita stimata del PIL regionale per il 2018 era dell’1,4%, ma quella attesa nel 2019 sarà pari allo 0,7%. La provincia di Rimini si conferma un territorio con imprenditorialità altamente diffusa: il rapporto fra imprese attive e abitanti è pari a 102 imprese attive ogni 1.000 abitanti. Santarcangelo incide per il 6,2 % con un  saldo negativo di crescita dello -0,1%

Mercato del lavoro

Il tasso di disoccupazione del territorio Romagna è pari al 6,8% secondo le elaborazioni ISTAT. Le imprese del territorio riscontrano difficoltà nel trovare le figure richieste nel 27% dei casi. Il tasso di disoccupazione giovanile rimane ancora troppo elevato (25,5%) rispetto alle medie europee, ed è comunque il più alto della regione. Nel 2018 si registra un aumento “spropositato” dei contratti a tempo determinato 76,2% in provincia di Rimini che  crea sfiducia per mancanza di sicurezza economica nel futuro.

Export

Solo 22 aziende su 100 commercializzano abitualmente con l’estero, le altre lo fanno occasionalmente, tante aziende infatti non sono attrezzate a questo perché non sono ben strutturate e quindi sarebbero costrette a esternalizzare i servizi.

I prossimi passi

La globalizzazione, Industria 4.0, l’innovazione tecnologica, la formazione, le modalità di vendita e di comunicazione e tutte le altre nuove forme di scambio economico commerciale, crescono, si evolvono e cambiano, continuativamente. L’impresa, il lavoro, la scuola ed il welfare dovranno plasmarsi e “muoversi” in modo coordinato, se vogliono garantire una crescita economica commisurata e capace di rispondere alla domanda dei mercati. La nostra qualità enogastronomica ha una capacità di esportazione minima rispetto alle reali potenzialità dei nostri prodotti. L’istruzione svolge un ruolo vitale per rimanere competitivi sulla scena mondiale: bisogna  saper parlare più lingue e aver la possibilità di studiare nuove tecniche di formazione all’estero. L’istruzione occupa un posto centrale nel piano di investimenti strategici della Ue (315 miliardi). La Romagna rispetto al resto della regione produce meno ricchezza, quindi ne distribuisce anche meno in salari e future pensioni. Un buon amministratore locale deve farsi carico dei risultati di questa analisi con un forte impegno, perché è attraverso il lavoro che si accendono le speranze di un futuro migliore. Il lavoro è un diritto sancito dalla nostra Costituzione, il lavoro è dignità, il lavoro non è solo sopravvivenza ma è realizzazione di se stesso e senza lavoro non esiste coesione sociale.
Pertanto  inviteremo le parti sociali ad un tavolo di lavoro per esporre  e approfondire più dettagliatamente questo studio, commissionato al Dott. Gianfranco Sanchi di Finproject.
 

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