Senologia al Franchini, continua la protesta: un flash mob del Punto Rosa

Il sostegno della Uil: "Siamo preoccupati dal depotenziamento del reparto. Inoltre, perché dalla terapia con uno strumento innovativo sono escluse le pazienti delle altre Province?

La UIL scende in campo a sostegno del Flash - mob organizzato dall’Associazione Punto Rosa. "Vogliamo informare tutti i cittadini che continua a preoccuparci la soluzione avanzata dalla ASL Romagna in merito ai lavori di depotenziamento del reparto di chirurgia senologica dell’ospedale Franchini di Santarcangelo - afferma il segretario generale CST UIL Rimini Giuseppina Morolli - Siamo preoccupati  e fortemente convinti che la soluzione depotenzi in maniera forte il reparto, una eccellenza  per il nostro territorio e non solo".

Il flash mob si tiene sabato alle 10 con punto di ritrovo alle 9.30 in via Pascoli al Punto Rosa.

"La UIL evidenzia ancora una volta l’assoluto silenzio delle forze politiche  su un tema così importante quale la difesa della salute dei più deboli, secondo Noi si continua nell’opera di riduzione della quantità e qualità dei servizi forniti ai cittadini della provincia di Rimini, l’ ASL Romagna è nata per potenziare i servizi resi ai cittadini e per omogeneizzarli nei vari territori.
Ad oggi possiamo ben dire che i risultati ottenuti sono di molto inferiori alle attese.
Il servizio è uno dei fiori all’occhiello del territorio, certamente una eccellenza dell’ospedale di Santarcangelo, e, invece di verificare tutte le strade possibili per un suo potenziamento si eliminano degli spazi a discapito delle donne colpite dal tumore al seno.
Forse non tutti sanno che la senologia dell’ospedale Franchini utilizza la IORT comunemente chiamata radioterapia intra operatoria. La IORT è uno strumento altamente innovativo che permette ad una certa tipologia di pazienti di essere trattate con una unica esposizione alla radioterapia durante l’intervento di quadrantectomia, con un colpo solo di radioterapia durante intervento chirurgico si evita alla donna il calvario di 25 successive sedute di radioterapia esterna e i disagi di tante famiglie. Come mai ad oggi vengono trattate con questo metodo innovativo solo le donne della provincia di Rimini escludendo, senza ragione, le pazienti di Cesena, Forlì e Ravenna che fanno parte della stessa Ausl Romagna?
Alla base di tutto nessuno può raccontarci che ci sono problemi economici, di risparmio, di riorganizzazione, stiamo parlando di un servizio rivolto a pazienti (soprattutto donne) che si trovano in uno stato di forte sofferenza ed è Nostro preciso dovere rendere a questi cittadini il loro percorso di sofferenza meno gravoso.
La UIL già all’’atto della presentazione delle linee guida della riorganizzazione ospedaliera aveva manifestato forti  perplessità, oggi purtroppo, verifichiamo che la realtà supera le nostre previsioni più nere. Si continuano a perseguire  fini che secondo noi nulla hanno a che fare con la tutela della salute dei cittadini, con la dignità delle persone, siamo preoccupati  e fortemente convinti che la soluzione depotenzi in maniera forte il reparto, una eccellenza  per il nostro territorio e non solo. La Uil sarà sempre al fianco dei lavoratori e dei cittadini che si battono per garantire servizi diffusi nel territorio e di  alto livello qualitativo. 
  Rimini, 26 luglio 2019

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