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Scacco al lavoro nero, 22 imprenditori pizzicati con 98 dipendenti irregolari

Operazione "Total job" della Guardia di Finanza di Rimini che ha fatto emergere un'impresa edile completamente sconosciuta al Fisco

E' di 98 lavoratori irregolari, di cui 55 completamente in nero, e di 22 imprenditori finiti nei guai il bilancio del'operazione "Total job" della Guardia di Finanza di Rimini. I militari della Fiamme Gialle, sulla base di un'accurata selezione degli obiettivi, hanno dato il via a una serie di controlli sul campo a contrasto del lavoro sommerso presso imprese operanti nella provincia di Rimini (13 con sede nel comune) operanti nei settori balneari, discoteche, alberghi, club privè, ristoranti, edilizia, produzione e vendita di gelati. Su 197 dipendenti controllati, i due terzi sono risultati essere impiegati in maniera irregolare per un totale di 153 persone di cui 55 in nero. Tra quelli che non avevano alcun tipo di contratto di lavoro, 36 erano cittadini stranieri.

A finire nei guai sono stati 22 datori di lavoro per violazioni che prevedono il pagamento di sanzioni amministrative che ammontano in totale a oltre 200mila euro; tra questi 3 gestori di locali da ballo di Rimini, che hanno impiegato in totale 19 lavoratori irregolari di cui 12 in nero ed un’impresa di progettazione e ristrutturazione edilizia di Santarcangelo di Romagna, risultata non solo completamente sconosciuta al fisco, ma anche impiegare solo manodopera in nero (12 persone), constatando a suo carico pure entrate in nero per oltre 750mila euro, con evasione di IVA per 160mila euro ed evasione contributiva previdenziale per circa 50mila euro. La proposta, inoltre, all’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Rimini, per 10 di questi 22 datori di lavoro dell’applicazione della sanzione di temporanea sospensione dell’attività imprenditoriale, in quanto sono risultati aver impiegato lavoratori in nero nella misura pari e/o superiore al 20% del personale presente all’atto dell’intervento ispettivo.
Di questi, ben 9 imprenditori, per evitare più pesanti sanzioni, hanno provveduto a regolarizzare la posizione dei dipendenti sorpresi a lavorare in nero (24 persone), pagando all’erario le sanzioni ridotte, che hanno comportato un incasso per lo Stato di oltre 23 mila euro.

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