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Scacco alla baby gang che imperversava per Rimini dalla fine del lockdown

Le indagini della Squadra mobile della polizia di Stato hanno permesso di segnalare alla Procura dei Minori quattro ragazzini terribili

E' di quattro ragazzini terribili, segnalati alla Procura dei Minori, il bilancio dell'indagine della Squadra mobile che ha permesso di individuare una baby gang che imperversava per Rimini dalla fine del lockdown. A finire nei guai sono stati tre riminesi, un 15enne, due 16enni e un 17enne, e un napoletano (minore all'epoca dei fatti e oggi neo maggiorenne) accusati di rapina ai danni di un minore e di una lunga serie di episodi di violenza avvenuti quasi tutti nei pressi dell'invaso del ponte di Tiberio. Secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti della Mobile, per i quattro giovanissimi era diventato "un gioco" aggredire i loro coeranei senza motivo sferrando schiaffi, pugni e calci per poi derubarli di cellulare e soldi. Gli investigatori parlano di una vera e propria "spiccata indole criminale" con atteggiamenti violenti e prepotenti, per il solo gusto di avere una supremazia territoriale, tanto che le vittime erano arrivate al punto di dover modificare le loro abitudini quotidiane pur di “scappare” da coloro che, per spasso, decidevano di farli oggetto di veri e propri soprusi.

Il culmine delle violenze si è registrato lo scorso luglio quando, un ragazzino, era stato picchiato selvaggiamente usando anche un casco da motociclista per rapinarlo del cellulare, di un pacco di sigarette e qualche euro. Uno dei baby boss, inoltre, per aumentare la sudditanza psicologica nei confronti delle vittime costringeva i coetanei presi di mira ad inginocchiarsi e chiamarlo “re del mondo”. Grazie alle testimonianze e alla prove raccolte dal personale della Questura, il Gip del Tribunale dei Minori ha emesso nei confronti dei quattro la misura cautelare degli arresti domiciliari  poiché ritenuti gravemente indiziati dei delitti di rapina aggravata, lesioni personali aggravate e violenza privata.

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