Scarichi, Gnassi non è scaramantico e ricorda la famigerata mucillagine 1989

Il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, ricorda la stagione 'horribilis' della riviera romagnola, quella (di 25 anni fa esatti) segnata dall'invasione delle alghe, per assicurare che la via del nuovo sviluppo e' ormai ben battuta

"Non sfuggo alla leggenda tutta riminese" che vuole, per scaramanzia, che non si debba rievocare l'estate del 1989, quella delle mucillagini. Ma questa volta si puo' "guardare al nostro Adriatico con una speranza in piu' e un timore in meno". Il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, ricorda la stagione 'horribilis' della riviera romagnola, quella (di 25 anni fa esatti) segnata dall'invasione delle alghe, per assicurare che la via del nuovo sviluppo e' ormai ben battuta. Gnassi parte da un aggiornamento concreto: e' confermata per il 17 settembre la fine dei lavori per il raddoppio del depuratore e per l'inizio dello stesso mese l'avvio dell'attivita' della 'talpa' meccanica che scavera' il sottosuolo di Rimini in modo da realizzare la nuova condotta per le acque reflue.

Si tratta di pezzi, ricorda il sindaco in una lettera aperta inviata oggi ai giornali, di "un piano di salvaguardia della balneazione in avviata attuazione (siamo al 30% della realizzazione totale del psbo) che porta con se' un anche piccolo compito in piu': farci dimenticare quel luglio di 25 anni fa".

Osserva Gnassi a proposito delle mucillagini dell'89: "Se in precedenza ogni cambio di ciclo turistico era stato voluto e governato in una logica di progresso (dal 1843 della fondazione del primo stabilimento balneare, agli anni Trenta con il funzionamento 'a regime' delle colonie, al dopoguerra con la trasformazione economico/sociale di Rimini in localita' del turismo di massa), in quella meta' del luglio 1989 il mare 'pietrificato' dalle alghe segno' la traumatica fine di una solida storia per precipitarci tutti in un vero e proprio dramma".

Se tra il 1988 e il 1990 la percentuale del turismo estero sul territorio riminese passo' dal 30 al 19%, la prima reazione locale fu quella di sviluppare una concreta destagionalizzazione (Fiera e congressuale). Oggi, pero', si e' tornati ad investire sul mare con l'eliminazione graduale dei famigerati scarichi fognari che sversano nell'Adriatico quando piove. Il progetto si regge su un "investimento di 150 milioni di euro, che fara' di Rimini la prima localita' italiana ad altissimo flusso turistico a dotarsi di un sistema idrico e fognario all'altezza della vocazione balneare", evidenzia il sindaco.

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