Schiavi in Romagna: l'appello di un gruppo di cittadini contro il caporalato

"Ci rivolgiamo a Regione, Provincia e sindaci per condannare episodi che hanno dell'inconcepibile nelle nostre terre"

Un appello di un nutrito gruppo di cittadini, di cui si fanno promotori Giorgio Giovagnoli e Silvana Salvati, contro gli episodi di caporalato che si sono verificati in Romagna, anche nel Riminese. Un tema affrontato nei giorni scorsi da RiminiToday e ForliToday. All'appello aderiscono Manifesto contro l’odio e l’ignoranza, Pacha Mama Cooperativa, Rimini umana, Sardine di Rimini, Vite in transito associazione.

Il video dello sfruttamento

L'intervento

"E‘ successo nella civile, progressista e benestante Romagna. L’indignazione di un gruppo di amici, che si sono scambiati opinioni severe e di condanna su episodi che hanno dell’inconcepibile nelle nostre terre, ci ha spinti a redigere questo appello rivolto a tutte le autorità della Regione, della provincia di Rimini e Forli per quanto è accaduto in questi giorni nelle campagne romagnole del forlivese e anche del riminese. Una quarantina di pakistani, con la promessa che sarebbero stati regolarizzati in quanto richiedenti asilo, sono stati trasformati in schiavi da quattro loro connazionali con la connivenza dei “datori di lavoro“ che sapevano bene in quali condizioni i lavoratori vivevano e operavano. Quattro pakistani arrestati e nove titolari di aziende agricole denunciati. I lavoratori pakistani lavoravano sino a 80 ore alla settimana e vivevano in casolari abbandonati, semidiroccati e senza servizi.

I cibi scarsi e scadenti venivano forniti dai caporali che se li facevano pagare assieme “all’alloggio”. Dei 250 € mensili di salario promesso, ai lavoratori ne rimanevano solo 50. I fatti criminosi sono stati commessi nel comune di Castrocaro, Predappio, San Piero in Vincoli, ma anche nel riminese (San Giovanni in Marignano) e nella provincia di Pesaro. L’indagine era partita dalla procura di Forlì su denuncia di alcuni di quei lavoratori, stanchi di
essere sfruttati e dei soprusi subiti. Vivevano in condizioni disumane, nella sporcizia, non potevano allontanarsi per andare in bagno e se si ammalavano non potevano neppure essere curati. Esseri umani ai quali sono stati tolti tutti i fondamentali diritti: la libertà, il diritto alla salute, la dignità e il giusto lavoro. Il fenomeno del caporalato purtroppo è diffuso anche nella nostra regione e i lavoratori sono costretti a lavorare nelle stesse condizioni di illegalità, sfruttamento e degrado.

La maggior parte di queste persone sono presenti nel nostro territorio in attesa di essere regolarizzate. In questo periodo di pandemia, bisognerebbe cogliere l’occasione per regolarizzarli e sottrarli alla criminalità.Costringerli a restare “invisibili” significa abbandonarli a se stessi, ai caporali e a datori di lavoro senza scrupoli.Questo appello è rivolto a tutte le Istituzioni della Regione e dello Stato perché intervengano per porre fine a questa vergogna che disonora le nostre comunità".

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Aderiscono all'appello a titolo personale:
Agostini Tiziana, Alessandri Maria Luisa, Arcangeli Angela, Ariano Elvira, Baccarani Carlo, Bagnolini Fabrizio, Baldacci Marcello, Baldelli Raffaella, Baldini Ermanno, Barilari Anna Maria, Barlini Maria Luisa, Basili Patricia, Bellucci Fabrizio, Benedetti Pier Paolo, Benelli Valerio, Berti Iose, Bertuccioli Orianna, Bettini Patrizia, Biancastelli Gabriella, Bonizzato Franca, Brandi Antonio, Brescini Massimiliano, Brioloni Fanny, Bronzetti Mara, Bulgarelli Mauro, Bugani Fabrizio, Campana Dario, Campana Maurizio, Casadei Luca, Casadei Carla, Cavalli Adriana, Ceccarelli Amalia, Cerami Alessandro, Cesari Patrizia, Cestelli Emilia Dalla Chiesa, Chicchi Giuseppe, Cicchetti Valeria, Conti Giorgio, Comati Massimo, Contri Linda, Cuccia Carlo, Curtí Carlo, Dalla Chiesa Nando, Dalla Chiesa Rita, Dalla Chiesa Simona, Dall’Aglio Lilli, D’Augusta Vittorio, De Luigi Teo, Del Bianco Lisa, Del Bianco Lucia, Della Rosa Grazia, Della Valle Valia, Della Marchina Maurizio, De Nicolò’ Mary, Desiderio Saverio,De Troia Rosella, Fagnani Daniele, Fabbri Franca, Fabbri Riccardo, Farabegoli Manuela, Ferfy Bianchy, Fiori Anna Maria, Franciosi Alga, Gabellini Susanna, Galli Anna, Gamberini Agnese, Gamberini Angela, Gamberini Cristiano, Gamberini Geraldina, Gamberini Maria Grazia,Garattoni Luigino, Genghini Flavio, Giolito Carla, Giovagnoli Gianna, Giulietti Antonella, Grossi Leonina, Guarnotta Antonio, Guidi Barbara, Gugnali Veronica, Huizar Marcela, Inchingolo Lucia, Leardini Daniele, Leardini Giuseppe, Leoni Lory, Leoni Piero, Leoni Marianna, Lettoly Maroly,
Lodovichetti Stella, Lombardini Adriana, Lorenzi Maria Pia, Macca Giovanna, Magnani Paola, Maioli Quinto, Maldini Roberto, Mara Marani, Martínez Cecilia, Martini Margherita, Masini Renata, Matteini Loredana, Medas Maddalena, Meldini Piero, Melucci Paola, Meyer Enrico, Monari Marisa, Moncada Angelo, Monopoli Donato, Montebelli Arianna, Morelli Enrica, Moretti Mafalda, Morolli Paolo, Morri Franca, Mosca Wendy, Mulazzani Sandra, Mussoni Maurizio, Mussoni Werther, Nardi Grazia, Ossani Maurizio, Palmerini Lella, Pancisi Marinella, Paolizzi Pier Paolo, Paolucci Rosanna, Papaleo Maria Grazia, Parma Massimo, Pascarella Carlo, Pelliccioni Maria Iole, Perari Alberto, Petrolati Carmen, Piacentini Clara, Piccari Michela, Pinheiro Nilma María, Pironi Emerenziana, Pivi Mario Pompeo, Pivi Nedo, Quaranta Sandro, Raco Giuseppe, Randi Franco, Rastelli Agnese, Rossi Fabio, Sabattini Riccardo, Sacchini Patrizia, Salvini Alessandra, Santarelli Paola, Sapio Roberta, Savini Angela, Savioli Nadia, Tamagnini CristianaTassinari Valentina,Tentoni Mariolina, Tosi Paolo, Tura Piero, Urbinati Giuseppe, Urbinati Valeria, Vallongo Floriana, Verdolini Fulvio, Viroli Jader, Zamboni Alberto, e molti altri.

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