Cronaca

Sciopero dei lavoratori filiera Amazon: "Basta ai modelli di business che non considerano la dignità"

A sostenere i lavoratori la presidente dell'Assemblea legislativa dell'Emilia Romagna Emma Petitti. In manifestazione schierata anche la consigliera regionale Pd Nadia Rossi

"Oggi per la prima volta al mondo stanno scioperando tutte le categorie della filiera di Amazon, compresi i lavoratori della sede di Santarcangelo di Romagna, che lunedì mattina si sono dati appuntamento davanti allo stabilimento", così Emma Petitti, presidente dell'Assemblea legislativa dell'Emilia Romagna e aspirante alla candidatura a sindaco di Rimini.

Lo sciopero davanti allo stabilimento di Santarcangelo

Sciopero filiera Amazon, la risposta del colosso

Sindacati e lavoratori incontrano il sindaco

"La richiesta all'azienda da parte dei sindacati e dei collaboratori è quella di un confronto ad ampio raggio su diverse questioni: orari e i ritmi di lavoro dei dipendenti della logistica e dei guidatori, verifica della contrattazione dei turni di lavoro, stabilizzazione dei tempi determinati e dei lavoratori interinali e il rispetto delle normative sulla salute e la sicurezza. Un esercito di lavoratrici e lavoratori che soprattutto con lo scoppio della pandemia non hanno mai interrotto il loro servizio lavorando senza sosta con ritmi spesso insostenibili e stipendi molto bassi per garantire che i prodotti da noi acquistati su Amazon arrivassero in tempi brevi nelle nostre case perfettamente impacchettati, nella quasi totale assenza di diritti. Parliamo di magazzinieri, facchini, driver e addetti agli Hub, per un totale di circa 40mila manifestanti in tutta Italia che lavorano per questo grande colosso dell'e-commerce, che, bisogna dirlo, danneggia anche i negozi di vicinato" 

Prosegue Emma Petitti: "Una protesta che trova tutta la mia solidarietà perché prova a portare avanti una battaglia di giustizia, civiltà e rispetto a nome di chi nonostante un infaticabile lavoro non viene giustamente riconosciuto nel suo valore. È giusto essere al fianco dei sindacati e dei lavoratori nella pretesa di diritti che sono sacrosanti, a partire da una adeguata remunerazione conforme agli sforzi. È ora di rimettere davvero al centro dell’agenda politica il lavoro e la dignità nello svolgerlo, accantonando modelli di business che mortificano i dipendenti e contemplano solo ed esclusivamente l'incremento di fatturato dell'azienda senza considerare il benessere della persona e del capitale umano".

L'intervento di Nadia Rossi (Pd)

Al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori diretti e in appalto di Amazon anche la consigliera regionale Pd Nadia Rossi. "Sono stata a Santarcangelo, sede di una Amazon Station che conta oltre 250 driver e 4 aziende coinvolte. Chiedono politiche di genere, contrattazione di turni e riposi, ticket, inquadramento nei livelli, premi di risultato: tutti quei diritti che altri lavoratori hanno, e che una categoria in crescita come quella dei corrieri legati all’e-commerce non possono permettersi di non avere. Queste ragazze e questi ragazzi non si sono mai fermati durante l’ultimo anno, lavorando ininterrottamente 8-9 ore al giorno: è anche grazie a loro che il nostro Paese non si è spento, che le nostre case non si sono svuotate.

Concordo con Massimo Bellini, segretario di Filt-Cgil Rimini, tra gli organizzatori dello sciopero, che è nazionale: la ricchezza prodotta da una multinazionale come Amazon va redistribuita sul territorio. Perché si continui ad investire in Romagna ma lo si faccia equamente. I driver sono spesso giovani, donne e uomini, persone a cui va garantito un futuro migliore attraverso il riconoscimento delle tutele fondamentali. La ripartenza non potrà prescindere dal riconoscimento dei diritti di tutti: Amazon si presenti al tavolo con le rappresentanze sindacali e discuta di questi temi, con trasparenza. E mentre mi trovo al presidio di Santarcangelo, il mio pensiero va a Bologna, dove una delegazione sindacale in rappresentanza dei lavoratori delle OGR di Rimini e Bologna sta manifestando per chiedere risposte a Trenitalia, ancora non pervenute nonostante le molteplici richieste, anche da parte della Regione Emilia-Romagna. Continuerò a monitorare la situazione e ad impegnarmi per i diritti di questi lavoratori.

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