Cronaca

Sciopero filiera Amazon, il sindacato: "Protesta riuscita, positiva la costituzione di un osservatorio"

"Ora l’obiettivo è quello di riaprire le trattative e trovare un accordo su salari, stabilizzazioni e condizioni di lavoro. No alle polemiche strumentali"

"Sfidando l’algoritmo, ma soprattutto il ricatto e la paura di perdere il posto, i lavoratori di Amazon il 22 marzo si sono fermati. Lo sciopero è riuscito ovunque e ora l’obiettivo è quello di riaprire le trattative e trovare un accordo su salari, stabilizzazioni e condizioni di lavoro". A fare il punto sulla vicenda sono il Segretario generale Filt Cgil Rimini, e Isabella Pavolucci, Segretaria generale Filt Cgil Rimini.

Sciopero filiera Amazon: la protesta e le reazioni

"Legittime richieste poste dai sindacati a tutela di una categoria tra le più esposte alla precarietà e a carichi di lavoro che lo sviluppo esponenziale del commercio on-line, soprattutto in questa fase di pandemia, ha reso ancora più gravosi - affermano - Una crescita che ha arricchito colossi come Amazon ma che per i lavoratori, spesso precari e sfruttati al massimo, si è tradotta in maggiori rischi per la loro salute e sicurezza e inadeguate applicazioni contrattuali. Siamo soddisfatti della solidarietà espressa in occasione dello sciopero da tanti cittadini e anche da esponenti della politica e delle Istituzioni e ci auguriamo che questa attenzione ai temi del lavoro rimanga costante anche nel prossimo futuro. Giudichiamo positivamente l’impegno della Sindaca Alice Parma a costituire un Osservatorio per il confronto periodico tra Comune, aziende e sindacati".

Rispetto alle polemiche sorte in ambito territoriale e che hanno visto contrapporsi all’Amministrazione Comunale di Santarcangelo di Romagna gli esponenti della Minoranza, e in particolare dalla Lega e dalla lista Un Bene in Comune, i sindacalisti evidenziano alcuni aspetti. "Uno strano teorema quello secondo cui se un’azienda non rispetta i diritti dei lavoratori debba chiudere. Con questo criterio, anche soltanto nella provincia di Rimini, quante sarebbero le imprese da cancellare per irregolarità, sfruttamento, non applicazione dei contratti, poca trasparenza negli appalti e
subappalti, anche quando gli imprenditori, non parlano straniero? Lo sviluppo del commercio on-line esploso in pochi anni ha avuto un impatto deflagrante sul commercio come lo ebbe a suo tempo la grande distribuzione, ma da qui non si torna indietro. Il processo va governato e migliorato all’interno di un sistema di regole nell’interesse della collettività. Ciò a partire dalla qualità del lavoro che per la Cgil significa anche un forte richiamo al Patto per il Lavoro e il Clima regionale e al Piano per il Lavoro della stessa Cgil territoriale. Regole che devono valere per tutti, per chi parla straniero ma anche per chi parla romagnolo".

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