Scoperta l'armeria della malavita organizzata in una tranquilla villetta di Coriano

Definito dagli inquirenti della polizia di Stato 'il più grosso colpo a Rimini dopo la cattura della banda della Uno Bianca'

Un colpo senza precedenti quello messo a segno, nel tardo pomeriggio di lunedì, dal personale della squadra Mobile di Rimini che ha scoperto una vera e propria santabarbara in una tranquilla villetta di Coriano. A finire in manette è stato il padrone di casa, Francesco Paolo Bova, 53enne palermitano, pasticcere da pochi mesi trapiantato nel paesino dell'entroterra riccionese. L'uomo, già noto alle forze dell'ordine per una serie di rapine e per il tentato omicidio di un agente della polizia avvenuto nel 1992, era finito nel mirino degli inquirenti a causa della sua passione per le armi e i continui acquisti su siti on line di pistole giocattolo. Un hobby che ha insospettito il personale della Mobile tanto che, lunedì pomeriggio, ha organizzato una perquisizione nella villetta di via Muccioli a Coriano.

Nel garage dell'abitazione, sparsi ovunque, gli agenti hanno scoperto un laboratorio attrezzatissimo per modificare le pistole giocattolo al fine di esplodere colpi vero oltre ad armi già modificate, una serie di pistole, mitragliette da combattimento, munizioni, giubbotti anti proiettile, parrucche e passamontagna. Un arsenale incredibile, che non ha precedenti in tutta la Romagna, tanto da far pensare a delle attività della malavita organizzata. L'elenco comprende un fucile mitragliatore, completo di caricatore a mezzaluna e munizionamento (ventiquattro cartucce) AK47 calibro 7,62x39 e ulteriori 160 cartucce calibro 7,62 x 39, una fucile a canne mozze; una pistola semiautomatica calibro 9x21, modificata nella canna per predisporre il silenziatore, priva di matricola, completa di caricatore e diciassette cartucce. Armi da soft air e scacciacani modificate per utilizzare munizioni vere: un revolver calibro 357 Magnum, completo di sei cartucce tronco coniche; un revolver modello “Ecol Wiper”; una pistola semiautomatica con matricola abrasa e una pistola semiautomatica in fase di alterazione. Oltre ad altre armi in corso di modifica, sono spuntate 160 cartucce calibro 7,62 x 39; 130 cartucce calibro 9x21 “full metal jacket”; 122 cartucce calibro 357 Magnum; 4 cartucce calibro con pallettoni di gomma e una cartuccia a palla singola calibro 42.

Nella santabarbara, inoltre, tutti gli attrezzi necessari per modificare le armi giocattolo, grimaldelli per auto e per scassinare i portoni blindati, un silenziatore già adattato per una delle pistole, kit per filettature, denaro contante, per circa 3mila euro, nascosto in parte in una scatola delle pistole e in una tasca di uno dei giubbotti antiproiettile, passamontagna e attrezzature varie.

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Secondo quanto emerso, il Bova era arrivato nella villetta di Coriano ai primi di aprile del 2015 ma, già da diversi anni, si aggirava nella Romagna dove, ufficialmente, lavorava come pasticcere. Il trasferimento della scorsa primavera, con la moglie e i due figli, era arrivato in seguito a un'offerta di lavoro in una pasticceria di Riccione. Nonostante il passato turbolento, una volta giunto nel riminese si era preoccupato, tramite il suo avvocato, di inviare una richiesta di riabilitazione indirizzata al Questore di Rimini e, allo stesso tempo, il nullaosta di polizia in quanto collezionista di armi. Quella di lunedì è stata una scoperta che desta molta preoccupazione negli inquirenti della squadra Mobile che, adesso, dovranno inviare tutto il materiale sequestrato alla Scientifica di Bologna per cercare di capire se le armi siano state utilizzate e in che occasioni.

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Definito 'il più grosso colpo a Rimini dopo l'arresto della banda della Uno Bianca', si dovrà capire adesso il provilo criminale del Bova. Tra le ipotesi più accreditate, c'è quella che vuole il pasticcere palermitano come il custode e l'armaiolo di un gruppo legato alla criminalità organizzata ma, non si esclude, che il 53enne possa anche essere un 'indipendente' che offre i suoi servigi al miglior offerente o che, addirittura, sia una sorta di locatore e basista per gruppi criminali sciolti. Data la potenza di fuoco, e gli accessori trovati nel garage dell'uomo, si tenderebbe a escludere che i colpi venissero progettati in Romagna dato che, per gli inquirenti, si tratterebbe di materiale idoneo all'assalto di portavalori o violente rapine in villa.

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