Scoppia la guerra dei chiringuito in spiaggia, Cna contraria allo stop alle 23.30

Per l'associazione di categoria la musica deve andare avanti anche fino all'1: "Serve il coraggio di innovare e predisporre un'offerta che sia in linea con il mondo che cambia"

Scoppia la guerra sugli orari di chiusura dei chiringuito sulla spaggia di Rimini dopo che, nella giornata di martedì, Fipe-Confcommercio aveva annunciato di aver trovato l'accordo con lo stop alle 23.30. Una soluzione che non trova sponda con Cna che, oggi, spiega di essere contraria e, anzi, di poter consentire apertura e musica fino all'1 per essere in linea con le altre realtà turistiche. "Viviamo un momento storico che porterà cambiamenti epocali nel modo di fare e offrire turismo e la spiaggia non fa eccezione - spiega l'associazione in un comunicato stampa. - Pensare di silenziare i chiringuitos alle 23.30 non ha senso perché sarebbe come trasportare il passato nel futuro. Serve invece essere innovativi, avere un'idea di città complessiva in cambiamento, tenere insieme le nuove richieste, le mutate abitudini dei cittadini e della clientela. E' un’esigenza ma anche una grande opportunità per essere ancora una volta luogo di tendenza. Vivere i luoghi e la spiaggia, anche dopo la mezzanotte, è anche un deterrente rispetto al fiorire di dinamiche che minano la sicurezza.  Abbiamo bisogno di regolamenti chiari, efficaci e capaci di interpretare il presente. Il modello riminese ha sempre saputo tenere in equilibrio le esigenze degli ospiti, dei cittadini, la tutela delle imprese e una forte caratterizzazione nazionale e internazionale, dobbiamo continuare a farlo. Smentiamo quindi il comunicato di Fipe-Confcommercio che ci vorrebbe tra i sostenitori della chiusura dei chiringuitos alle 23.30. Serve il coraggio di innovare e predisporre un'offerta che sia in linea con il mondo che cambia". 

LA REPLICA DI CONFCOMMERCIO - “Non mi sarei certo aspettato di leggere una smentita, da parte di Cna, dell’accordo raggiunto, anche solo per il fatto che i testimoni a convalida di quando affermo non mancano – dice Gianni Indino, presidente di Confcommercio della provincia di Rimini -. La proposta che è stata portata all’ultimo incontro tra le categorie interessate è stata condivisa da tutti i rappresentanti, compresi i funzionari di Cna che sedevano al tavolo, che hanno giustamente chiesto di poterne parlare prima con la direzione, per poi confermare il loro ok all’accordo. Ieri pomeriggio dunque ci siamo lasciati in un modo, poi oggi qualcuno si è defilato e non sappiamo nel mezzo cosa sia successo. Di certo possiamo dire che non era mai accaduto prima e che rimaniamo sconcertati da questo comportamento. Come Fipe e Confcommercio della provincia di Rimini anche su questo tema non abbiamo nulla da nascondere: quando una proposta è condivisa, ne diamo conto pubblicamente come abbiamo fatto anche in questa occasione. L’obiettivo di questa proposta è difendere un tessuto imprenditoriale nella sua interezza: imprese variegate, che fanno turismo tra mille difficoltà e che non meritano che tutto venga limitato alla spiaggia dalla mattina fino a notte fonda. Ma quale futuro è questo? Per noi non è accettabile: vogliamo regole e non deregulation. Per gli interessi di una manciata di imprese si rischia seriamente di andare contro alla salvaguardia del lavoro di tutti. Mi meraviglio che Cna abbia più a cuore i soci sulla spiaggia di quelli che hanno attività sulle passeggiate o nel centro, ma forse queste sanno soffiare meno forte sul fuoco”.

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