Scuole chiuse, Campisi (Popolo della Famiglia): "I genitori sono allo stremo, non hanno risposte"

"Con il ritorno al lavoro tante famiglie sono disperate e anche i nonni a causa del Covid non possono aiutare"

"Dopo che il Governo ha deciso di lasciare a casa bambini e adolescenti fino al termine dell'estate, i tanti genitori d’Italia lanciano un grido d’allarme evidenziando tutta la loro preoccupazione in merito alla questione. La domanda nasce spontanea: a chi lasciamo i nostri figli?" Luca Campisi, portavoce del Popolo della Famiglia di Riccione, ha accolto il grido d’allarme dei genitori.

"I problemi sembrano essere enormi, gli sfoghi di mamme che non sanno come organizzarsi sono numerosi, perché a sacrificarsi nella maggior parte dei casi, saranno loro. Ovviamente i nonni non potranno più fungere da baby sitter per i loro tanto amati nipoti a causa del Covid-19 perché potrebbero a loro volta essere un veicolo di contagio. Il congedo parentale di 15 giorni in molti casi è esaurito, ne è stato annunciato un altro, così come un altro bonus babysitter, ma al momento la misura non copre di certo le ore di una settimana lavorativa. Non tutti, tra l’altro, possono permettersi una babysitter, ma anche per chi potesse, questa è un’opzione che genera perplessità, per esempio sulla necessità di sottoporle ai tamponi prima di affidare loro i piccoli.

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In tutto questo arriva la voce degli esperti in pediatria: "Per i bimbi ci saranno danni tangibili se le scuole continueranno a rimanere chiuse - dicono - Se non si agisce, l'emergenza sanitaria diventerà la crisi dei diritti per l'Infanzia. Chiediamo, quindi, la riapertura degli spazi aperti per l'attività ludica e motoria dei bambini, la riapertura da giugno delle attività di sostegno alle famiglie, come i centri estivi in modo tale che i genitori possano andare a lavorare senza alcun pensiero. Ovviamente con tutte le misure del caso, ovvero con piani di sanificazioni dei luoghi sia interni che esterni, ed un piano di organizzazione per quanto riguarda i distanziamenti da adottare durante le attività, per garantire un ulteriore protezione agli educatori e ai bambini".

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