Sequestrato il residence del sesso a pagamento, sfrattate le lucciole

Arrestati i tre gestori e la proprietaria della struttura di Miramare con le accusa di favoreggiamento e tolleranza della prostituzione. Per le alcove, le "belle di notte" arrivavano a pagare 1000 euro al mese

E' durata quasi un anno e mezzo l'inchiesta della squadra Amministrativa della polizia Municipale di Rimini che, all'alba di martedì, ha portato al sequestro di un residence di Miramare e all'arresto dei tre gestori e della titolare della struttura. Le indagini erano iniziate nel marzo del 2013 quando, numerosi albergatori che avevano i loro hotel nella zona, hanno presentato una serie di esposti a causa del continuo via vai di lucciole e clienti dal residence "Carolina" in via Marsala. Gli inquirenti della Municipale hanno così iniziato una serie di accertamenti che, oltre a verificare le segnalazioni, avevano fatto emergere ulteriori irregolarità da parte della gestione che, all'epoca, era di un santarcangiolese 53enne e della figlia 28enne. I due, infatti, non avevano mai regolarizzato la loro posizione presso gli uffici competenti e, inoltre, non compilavano le schede di notifica degli alloggiati da presentare in Questura. Un controllo della squadra Amministrativa, oltre che per sanzionare padre e figlia, aveva dato un ulteriore rinforzo alle prove già raccolte dagli investigatori sul fatto che, all'interno delle stanze, si svolgesse tranquillamente l'attività di prostituzione.

Vistisi smascherati, padre e figlia hanno poi passato la gestione a un terzo santarcangiolese, un 51enne, che dopo una prima regolarizzazione ha sostanzialmente continuato a tollerare il via vai di prostitute e clienti a qualsiasi ora del giorno e della notte. Secondo quanto emerso dalle indagini, infatti, vi erano sostanzialmente due categorie di lucciole: quelle che esercitavano in viale regina Margherita e, dopo aver addescato i clienti, li portavano nelle alcove del residence e quelle che, invece, si promuovevano attraverso annunci e siti internet che poi davano appuntamento in via Marsala. Queste ultime, durante i periodi fierisitici, vedevano una vera e propria impennata dei loro affari. Una situazione che non è certo stata apprezzata dai vicini alberghi con i rispettivi titolari che, in varie occasioni, si sono visti i clienti ripartire prima del tempo a causa dello squallido spettacolo che avevano sotto gli occhi.

Il blitz di martedì mattina ha visto una ventina di prostitute costrette a lasciare in fretta e furia i 14 miniappartamenti del residence "Carolina" prima che il personale della polizia Municipale apponesse i sigilli a tutta la struttura. Secondo quanto emerso, le lucciole pagavano un affitto tra i 700 e i 1000 euro al mese e, al momento, la regolarità degli affitti è al vaglio della polizia Tributaria per verificare se sono stati pagati in nero. A finire nei guai è stata anche la propietaria della struttura, un riminese 64enne, che come per i tre gestori è stata accusata di favoreggiamento e tolleranza della prostituzione in concorso. Per i quattro è anche scattata l'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. "Voglio ringraziare il personale della polizia Municipale - ha commentato l'assessore alla Sicurezza, Jamil Sadegholvaad - per l'ottimo lavoro svolto a dimostrazione di come il contrasto al fenomeno della prostituzione ha diverse leve di intervento. Dall'ordinanza sindacale, che colma i vuoti legislativi andando a punire anche i clienti, ad azioni più incisive come quella di questa mattina che vanno a colpire i luoghi dove le lucciole vanno a consumare i rapporti sessuali. Una operazione nata grazie anche al supporto dei cittadini e dei comitati di zona che hanno segnalato una situazione non tollerabile".

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