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Arrivate a Roma le armi sequestrate a Coriano: iniziano i test della Scientifica

L'uomo, già noto alle forze dell'ordine per una serie di rapine e per il tentato omicidio di un agente della polizia avvenuto nel 1992, era finito nel mirino degli inquirenti a causa della sua passione per le armi e i continui acquisti su siti on line di pistole giocattolo

Sono giunte alla Direzione Centrale della Polizia Scientifica di Roma le armi rinvenute e sequestrate martedì scorso dagli investigatori della Squadra Mobile a Coriano nell’abitazione di Francesco Paolo Bova, 53enne palermitano, pasticcere da pochi mesi trapiantato nel paesino dell'entroterra riccionese. I i tecnici della Scientifica, Sezione Balistica, effettueranno una serie di test e le compareranno con i data base nazionali per verificarne la provenienza e se siano state utilizzate in passato per il compimento di episodi criminosi.

L'uomo, già noto alle forze dell'ordine per una serie di rapine e per il tentato omicidio di un agente della polizia avvenuto nel 1992, era finito nel mirino degli inquirenti a causa della sua passione per le armi e i continui acquisti su siti on line di pistole giocattolo. Un hobby che ha insospettito il personale della Mobile tanto che, lunedì pomeriggio, ha organizzato una perquisizione nella villetta di via Muccioli a Coriano.

Nel garage dell'abitazione, sparsi ovunque, gli agenti hanno scoperto un laboratorio attrezzatissimo per modificare le pistole giocattolo al fine di esplodere colpi vero oltre ad armi già modificate, una serie di pistole, mitragliette da combattimento, munizioni, giubbotti anti proiettile, parrucche e passamontagna. Un arsenale incredibile, che non ha precedenti in tutta la Romagna, tanto da far pensare a delle attività della malavita organizzata.

Nella santabarbara, inoltre, tutti gli attrezzi necessari per modificare le armi giocattolo, grimaldelli per auto e per scassinare i portoni blindati, un silenziatore già adattato per una delle pistole, kit per filettature, denaro contante, per circa 3mila euro, nascosto in parte in una scatola delle pistole e in una tasca di uno dei giubbotti antiproiettile, passamontagna e attrezzature varie.

Secondo quanto emerso, iBova era arrivato nella villetta di Coriano ai primi di aprile del 2015 ma, già da diversi anni, si aggirava nella Romagna dove, ufficialmente, lavorava come pasticcere. Il trasferimento della scorsa primavera, con la moglie e i due figli, era arrivato in seguito a un'offerta di lavoro in una pasticceria di Riccione. Nonostante il passato turbolento, una volta giunto nel riminese si era preoccupato, tramite il suo avvocato, di inviare una richiesta di riabilitazione indirizzata al Questore di Rimini e, allo stesso tempo, il nullaosta di polizia in quanto collezionista di armi. Quella di lunedì è stata una scoperta che desta molta preoccupazione negli inquirenti della squadra Mobile.

Tra le ipotesi più accreditate, c'è quella che vuole il pasticcere palermitano come il custode e l'armaiolo di un gruppo legato alla criminalità organizzata ma, non si esclude, che il 53enne possa anche essere un 'indipendente' che offre i suoi servigi al miglior offerente o che, addirittura, sia una sorta di locatore e basista per gruppi criminali sciolti. Data la potenza di fuoco, e gli accessori trovati nel garage dell'uomo, si tenderebbe a escludere che i colpi venissero progettati in Romagna dato che, per gli inquirenti, si tratterebbe di materiale idoneo all'assalto di portavalori o violente rapine in villa.

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