Evasione fiscale, la Finanza sequestra i marchi Cocoricò e Titilla

Il provvedimento è stato eseguito martedì dai militari della Guardia di Finanza di Rimini

Scattano i sigilli per i marchi Cocoricò e il Titilla. Le indagini della Guardia di Finanza, coordinate dal pubblico ministero Luca Bertuzzi, hanno permesso di contastare che la società che ha gestito il locale da ballo riccionese non aveva presentato le dichiarazioni d’imposta annuali ed aveva omesso, quindi, di dichiarare gli incassi della gestione del locale facendo emergere un imponibile sottratto al fisco di oltre 4,5 milioni di euro con l’evasione dell’Iva per circa 1 milione di euro. Al termine delle operazioni di polizia tributaria, avendo rilevato il superamento delle soglie di punibilità penale, il rappresentante legale della società è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Rimini. Le successive indagini di polizia giudiziaria eseguite dai finanzieri del Gruppo hanno consentito di individuare anche l’amministratore di fatto, il 48enne Marco Palazzi difeso dall'avvocato Alessandro Catrani, che è stato denunciato in concorso con l’amministratore di diritto per il reato di omessa dichiarazione. All’esito delle indagini i finanzieri hanno avanzato la richiesta di sequestro preventivo per equivalente del profitto del reato.

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Il provvedimento, dopo essere stato disposto dal Tribunale, è stato eseguito nei mesi scorsi dalle Fiamme gialle, che hanno sottoposto a vincolo anche un immobile, riconducibile al soggetto ritenuto amministratore di fatto, del valore stimato pari a 170.000 euro. Le ulteriori indagini svolte hanno permesso di rilevare una serie di elementi in base ai quali la titolarità dei noti marchi va ricondotta all’amministratore di fatto della società, che ha gestito, a partire dal 2009, la discoteca; pertanto a seguito della proposta avanzata dal pubblico ministero il giudice per le indagini premilinari ha emesso un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente dei noti marchi, per un valore complessivo stimato di 150mila euro. Il provvedimento è stato eseguito martedì dai militari del Gruppo di Rimini. Toccherà al pubblico ministero che coordina l'indagine valutare se nominare un consulente della Procura per gestire i marchi, al momento utilizzabili da parte del locale riccionese, i cui proventi saranno impiegati a copertura della somma sottratta al fisco.

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