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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Cronaca

"Serena a tutti i costi", la biografia epistolare dell’attrice Serena Grandi

Un libro in cui svela curiosità e successi ma anche le sue fragilità e le sue ferite, i suoi guai giudiziari, la chirurgia estetica e la malasanità, fino a un episodio di tentata violenza

C’è la Grandi ragazzina, “svampitella” come la chiamavano a scuola, nella sua esuberanza. C’è la Grandi innamorata e quella tradita. Quella che mostra con orgoglio i suoi successi ma anche il sorriso più malinconico che accompagna i suoi passi. Ma anche l’attrice che scrive ai registi che hanno contribuito a renderla famosa e un’icona sexy del cinema italiano anni Ottanta e ancora la donna che ripensa ai suoi genitori con gratitudine e a suo figlio Edoardo, l’amore grande della sua vita. Serena a tutti i costi. Lettere di una vita mai inviate (Giraldi Editore, pagine 150 euro 16,90) è un insieme di lettere scritte a mano su un quaderno con la copertina nera e mai spedite, che lette – anche senza un ordine predefinito – costituiscono una sorta di autobiografia. Pensieri nati di getto, sull’onda delle emozioni. Altri riformulati più volte, impiegando talvolta ore per trovare la parola giusta.
 
Serena in queste pagine ha messo tutta se stessa, come se fosse un film in bianco e nero da rivedere al rallentatore. Dal cortocircuito emotivo che le ha fatto vivere Beppe Ercole, noto antiquario della capitale, l’unico uomo che ha amato e sposato, nonostante i continui tradimenti (“Non c’è amore senza perdono e non c’è perdono senza amore”) alla passione per la settima arte, ereditata dai suoi genitori e forte tuttora con oltre novanta film che l’hanno vista protagonista. Dalle passioni fugaci con tanti uomini – che vanno e vengono – alle amiche che restano sempre. Ancora il flirt segreto con Pino Daniele che le ha dedicato la canzone Mal di te, il rapporto con la fede e con Teresina di Lisieux, la Santa Teresa del Bambin Gesù del Volto Santo, punto di riferimento, ma non con la Chiesa, la dedizione verso i suoi amici a quattro zampe.
 
Non mancano le sue esperienze più dolorose, dal tumore al seno (“Ho avuto l’asportazione totale di una mammella e così il mio generoso décolleté non è più lo stesso. Io che l’avevo sempre messo in mostra, sin da ragazzina spalleggiata anche da mia madre, ora devo coprirlo con camicie e maglie accollate”), ai guai giudiziari (“Il mio primo incontro con la giustizia risale al lontano 2003 quando, nell’ambito di un’inchiesta per traffico di droga, sono stata accusata di detenzione e spaccio di cocaina”), passando per un tentativo di violenza durante una gita in barca (“Ho provato ad allontanarti senza riuscirci, ho provato anche a urlare ma mi hai tappato la bocca con la tua mano. Ho avuto paura ma non mi sono lasciata vincere dal terrore”). 
 

Tra la prima e l’ultima delle lettere si dischiude un mondo traboccante di fascino, piacere, divertimento, inquietudine e un pizzico di pettegolezzo con il gioco di “chi butti giù dalla torre”, in cui personaggi vip come lei, colleghi e colleghe, semplici conoscenze passano al vaglio della simpatia e antipatia. Da Raffaella Carrà a Mara Venier che restano sul torrione a Gabriella Carlucci e Vittorio Sgarbi che precipitano senza alcuna possibilità di riscatto. Per ciascuna epistola un P.S. (post scriptum) per ribadire quello che la Grandi ha imparato negli anni e che diventa, in certi casi, una sorta di messaggio da consegnare ai lettori, alle lettrici. Il libro, infine, è arricchito da una serie di foto che, ritrovate un po’ casualmente dentro una scatola, aggiungono incanto e mistero all’“essere” della grande attrice.
 

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