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Misano premia l'eroe che ha salvato la vita ad un bambino in mare

Si chiama Sergio Cappelli ha 33 anni e vive a Levico. L'Amministrazione Comunale lo ha voluto premiare con attestato al merito civile e medaglietta d'oro, per il suo grande coraggio

Si chiama Sergio Cappelli ha 33 anni e vive a Levico. L'Amministrazione Comunale lo ha voluto premiare con  attestato al merito civile e medaglietta d'oro, per il suo grande coraggio: per salvare il piccolo ha rischiato l'annegamento "Abito a Levico in provincia di Trento, sono nato nel 1980 e vivo con Monica, con la quale mi trovo in vacanza a Misano”. Comincia così il ricordo dei momenti drammatici ed eroici vissuti cinque giorni fa da Sergio Cappelli, il turista che ha rischiato l'annegamento dopo essere corso in soccorso di un bimbo di 8 anni in preda alle correnti del mare in burrasca al largo della costa di Misano.

Un ragazzone alto un metro ed ottanta, amante dello sport, ma poco avvezzo al nuoto, specie con il mare in burrasca. Con il suo comportamento ha consentito di salvare un bambino di 8 anni dall'annegamento, ma rischiando seriamente di finire lui affogato. Ecco i fatti: Sabato 10 agosto, presso la zona 47 di Misano Adriatico, un bimbo di 8 anni si era allontanato in mare poco dopo le 18,30, orario in cui termina il servizio di salvataggio, ma le correnti e il mare in burrasca lo avevano messo in serie difficoltà. A pochi metri da lui, Cappelli appena sentito urlare il bambino, aveva deciso di tuffarsi per cercare di salvarlo, incurante delle sue scarse qualità natatorie.

La situazione però in pochi minuti peggiora, perché anche lui rischia di annegare. Il gesto del ragazzo attira l'attenzione dei due bagnini gestori della zona, Eraldo e Flavio Andreani e del bagnino vicino Massimo Pratelli, i quali si accorgono che in mare c'era qualcosa che non andava. Il bambino viene portato in salvo, senza danni. Il coraggioso turista invece, ormai privo di sensi con il capo riverso in acqua, era stato risucchiato dalla corrente. Raggiunto da Eraldo Andreani  con il moscone di salvataggio, viene portato a riva. Sulla battigia il primo soccorso lo fornisce un bagnante, praticando la respirazione bocca a bocca e massaggio cardiaco. Trasportato all'ospedale di Riccione,  le sue condizioni sono migliorate in pochi giorni.

Sergio Cappelli racconta: "Volevo fare un ultimo bagno in mare prima di tornare in albergo, anche se era molto mosso, restando vicino alla riva perché so stare appena a galla. Mentre ero in acqua ho visto il bambino 20 metri più al largo di me chiaramente in difficoltà. Gli ho urlato di rientrare, ma mi ha risposto che non ci riusciva. La risacca delle onde lo stava portando sempre più al largo. Allora ho cercato di richiamare l'attenzione della gente sulla spiaggia, poi ho visto che il bambino continuava ad allontanarsi e cominciava a bere e mi sono istintivamente lanciato verso di lui senza pensarci su, benchè non sia un nuotatore. Mi sono avvicinato senza riuscire a raggiungerlo, poi ho cominciato ad annaspare e a bere perché c'erano molte onde, mentre stavano arrivando i soccorsi. Ho perso i sensi e ho cominciato a risentire delle voci che dicevano "si sta riprendendo" solo quando mi sono risvegliato in ambulanza. Mi hanno detto che il bagnino Eraldo, con l'aiuto dei bagnanti mi aveva issato sul moscone mentre ero svenuto. A riva il mio amico Giuseppe di Milano mi ha riportato in vita: ha praticato la respirazione bocca a bocca e il massaggio cardiaco".

Con il recupero del bambino e il salvataggio in extremis di Sergio Cappelli, si è conclusa felicemente una situazione che poteva finire in tragedia. Il Sindaco di Misano Stefano Giannini ha voluto premiare con un attestato di merito civile e una medaglietta d'oro, Sergio, il quale, incurante del pericolo, si è lanciato in mare per soccorrere il bambino, richiamando con il suo gesto l'attenzione dei bagnini e degli altri villeggianti. La cerimonia di consegna del riconoscimento è avvenuta proprio sulla spiaggia dove sono avvenuti i fatti, in zona 47 a Misano, il giorno dopo le dimissioni di Sergio dall'ospedale, la mattinata di Ferragosto. Presenti alla cerimonia: i bagnini Massimo, Eraldo e Flavio, che sono intervenuti nel salvataggio (e che verranno menzionati al merito dal Sindaco nel corso della cerimonia di fine anno), gli amministratori e  Giuseppe, l'amico di Sergio e istruttore sportivo, che ha praticato il primo soccorso riportando in vita l'eroico trentino.

Ciò che ha spinto Sergio ad intervenire, nonostante l'incapacità di nuotare, probabilmente è stato di più che il semplice istinto. Cappelli ha raccontato infatti al Sindaco che anni fa suo zio è morto proprio per annegamento. Una  tragedia familiare che potrebbe essere stata la molla che lo ha spinto a gettarsi fra le onde per salvare il bambino, nonostante il grave rischio per la sua vita.

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