Serrande abbassate per due giorni: monta la protesta dei locali

Nelle giornate del 7 e dell'8 gennaio gli imprenditori aderenti a M.I.O. scelgono di tener chiuso per protesta

Monta la protesta dei locali aderenti a M.I.O. che, nelle giornate di oggi e domani, hanno deciso di abbassare le serrande per denunciare la situazione in cui sono costretti dall'epidemia di Coronavirus che getta nell'incertezza tutti gli imprenditori del settore. "In un Italia Arlecchino nonostante Carnevale sia ancora là da venire - spiegano in una nota stampa - tra zona rossa, zona gialla, zona arancione l'unica cosa assodata è la più totale incertezza sul futuro prossimo per gli imprenditori dell'ospitalità". Gli aderenti alla Federazione Nazionale dell'Industria dei Viaggi e del Turismo del sistema Confindustria parlano di "caos totale e di fronte a tale stato di confusione dominante" e per questo hanno deciso di organizzare una serrata generale delle loro attività che rimarranno chiuse in segno di protesta. "Un momento di grande incertezza che ci vede trattati come lampadine da accendere e spegnere come nulla fosse senza tenere in considerazione i costi che bar e ristoranti sostengono per aprire - dichiara Lucio Paesani. - Aprire oggi e domani per poi non sapere il destino che ci attende da lunedì è una strategia folle che può essere ideata solo ed esclusivamente da inesperti e scellerati. È inutile e dannoso aprire per due giorni, per poi dover richiudere, senza avere certezze su quando e come andranno le cose. Aprire comporta dei costi ingenti che non vale la pena sopportare per due due giorni. Se la situazione continuerà così, saremo costretti a chiudere definitivamente, visto che dal Governo riceviamo solamente tante promesse e nessun aiuto".
 

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