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Rifiuti, mazzata fiscale sulle discoteche? Il Comune: "La scongiureremo"

Il mondo delle discoteche rischia di rimanere ancora più falcidiato dalla nuova "service tax" locale. L'allarme deflagra a Rimini, dove il "mondo della notte" dà lavoro a circa un migliaio di persone

Il mondo delle discoteche rischia di rimanere ancora più falcidiato dalla nuova “service tax” locale. L'allarme deflagra a Rimini, dove il “mondo della notte” dà lavoro a circa un migliaio di persone. “Noi restituiamo le licenze e andiamo a fare gli abusivi. Adesso basta, così chiudiamo". Lo ha detto Gianni Indino, che guida il Silb di Rimini, il sindacato delle discoteche romagnole, simbolo del divertimento della notte in Italia. Un simbolo che però in 30 anni si è ridotto ad un terzo, ricorda l'Ansa, passando da 150 locali a 50: falcidiato da burocrazia, crisi, concorrenza sleale, ma anche dal tramonto del “modello discotecaro” di divertimento.

Indino spiega che secondo uno studio nazionale di Confcommercio la Tari, la nuova imposta sui rifiuti, potrebbe portare nel 2014 a un maxi rincaro, che in alcuni comuni potrebbe toccare addirittura il 680% in più rispetto al 2012. "Qui l'amministrazione ci è sempre stata vicina, ma con la service tax ora c'è grande incertezza. Non si sa cosa succederà. Quando addirittura sentiamo che potrebbe tornare la seconda rata dell'Imu, ci cadono le braccia".

Tuttavia a stretto giro interviene il Comune a dare rassicurazioni: “Mi sento di dare rassicurazioni: se la Tari ricalcherà l'impianto della Tares, a Rimini non ci saranno gli aumenti temuti". E' la dichiarazione dall'assessore al bilancio di Rimini Gian Luca Brasini. Brasini infatti spiega di aver già incontrato le categorie per parlare di questa "legislazione cangiante" per "quel che ci compete, cioè i tributi locali". Per la Tares infatti il Comune di Rimini, spiega, era già già andato in deroga al Dpr 158, che prevede aliquote differenziate a seconda delle categorie produttive, secondo il principio per cui chi inquina di più paga di più. "Quello in base al quale ora vengono fatte le proiezioni di Confcommercio", spiega. Una deroga possibile per i territori dove, come a Rimini, esiste un osservatorio locale che permette di capire quanto realmente consumino le diverse categorie e modulare in conseguenza le tariffe.

"Al momento l'impianto della Tari per il 2014 sembra simile a quello della Tares", e quindi "mi sento di dire che, se a Roma non stravolgono l'impianto, qui a Rimini non ci saranno gli aumenti temuti".

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