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Servizi educativi, stanziati i primi 57mila euro a sostegno dei nidi privati

Diciotto asili privati in cui trovano ospitalità circa 350 bimbi riminesi. Questi i destinatari della prima tranche di finanziamento su un totale di 97 mila euro

Diciotto asili privati in cui trovano ospitalità circa 350 bimbi riminesi. Questi i destinatari della prima tranche di finanziamento – su un totale complessivo di 97 mila euro - che il Comune di Rimini ha destinato ai servizi privati 0-3 anni. “I nidi privati – spiega Mattia Morolli, assessore ai servizi educativi del Comune di Rimini - valgono circa un terzo dell’offerta educativa riminese; con questo investimento – prosegue Morolli - il nostro obbiettivo è rinforzare il sistema integrato pubblico privato in un momento di criticità e sofferenza, dove molte strutture stanno riflettendo sulla possibilità di continuare o meno l’attività dopo il lockdown”.

Si tratta di un fondo straordinario della Regione Emilia – Romagna che, tramite le indicazioni contenute in una recente delibera di giunta comunale, sarà impiegato in maniera modulare.
Il primo blocco già stanziato di 57 mila euro sarà uguale per tutti, e riguarderà un contributo ai gestori di circa 164 euro a bimbo (con riferimento a quelli iscritti al 24/2/2020).
Un secondo blocco, invece, sarà rimodulato in maniera variabile, andando a sostenere i costi incomprimibili delle strutture, come ad  esempio l’affitto, le bollette, i commercialisti, la sicurezza e via dicendo. In questo caso il contributo sarà parametrato ai costi effettivamente rendicontati e sostenuti. Il concetto alla base è di andare a coprire in maniera priorità quelle strutture che più hanno pagato in termini economici il mancato incasso delle rette nel periodo del lockdown

“Sono 350 le famiglie riminesi – spiega l’assessore Morolli – che usufruiranno indirettamente dei finanziamenti alle 18 strutture private riminesi. L’utilizzo in maniera modulare dei contributi regionali parte dalla necessità di aiutare prioritariamente chi, a fronte di una comune riduzione degli introiti da rette, ha dovuto sostenere maggiori costi fissi. Una analisi che parte da lontano, con un confronto diretto che il Comune ha portato avanti con i gestori, che hanno gestito con professionalità le domande che arrivano nei mesi del lock down.  Con i gestori stiamo da tempo lavorando insieme per capire come indirizzare al meglio aiuti e risorse in grado di sostenere chi, giorno dopo giorno, svolge un lavoro educativo importante nella delicata fascia 0/3 anni, sostenendo tante famiglie anche in momenti delicati come quello che stiamo vivendo”. 

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