Servizi per l'infanzia, calano gli iscritti ai nidi. Nuove strutture in cantiere per il futuro

Prosegue la tendenziale riduzione delle iscrizioni ai servizi dell'infanzia registrata negli ultimi anni che, dal 2013 ad oggi, ha visto ridurre di quasi 200 unità (193) le iscrizioni

Sono state complessivamente 1464 le domande ricevute per i servizi di infanzia pubblici per l'anno 2015-2016; di queste 899 sono state quelle per la scuola di infanzia, 565 quelle per il nido. L'8,26% delle domande, 121, sono state quelle compilate con i servizi on line. Prosegue la tendenziale riduzione delle iscrizioni ai servizi dell'infanzia registrata negli ultimi anni che, dal 2013 ad oggi, ha visto ridurre di quasi 200 unità (193) le iscrizioni. Seppur rispetto al 2014 il calo sia stato piuttosto contenuto, con meno 39 iscrizioni, è da notare come tra il 2014 e il 2013 vi sia già stato un netto crollo con meno 154 bimbi iscritti. Calo che incide quest'anno in particolare sulle scuole per l'infanzia (-33) rispetto ai nidi (-6), mentre l'anno scorso le dinamiche erano di segno opposto (-61 alle scuole per l'infanzia e ben -93).

La tendenza alla riduzione della domanda di servizi per la prima infanzia si sta dunque sempre più approfondendo, nonostante i nuovi nati del 2014 siano 1251, un dato lievemente superiore a quello del 2013 (1236). il numero delle domande nei nidi comunali è infatti diminuito, complessivamente, del 26% nell’ultimo quinquennio con una discesa costante. Lo stesso fenomeno ha investito anche i nidi del privato sociale, che hanno dovuto correlativamente ridurre il numero delle sezioni ed in qualche caso chiudere le strutture. L’effetto finale è la incurvatura negativa del trend dell’offerta del sistema integrato pubblico privato in rapporto alla domanda potenziale (ovvero i residenti 0-3 anni).

Il 26% di copertura raggiunto nel 2014, e che a livello previsionale sarà più o meno il medesimo anche per il prossimo anno, rappresenta un balzo in avanti di grande impatto per la comunità riminese visto che, se solo nel 2008 si fermava al 20,16%, nel 2001 era fermo addirittura all'11,9%. A guardare da vicino le singole fasce è però da notare come vi sia l'inizio di una inversione di tendenza; nonostante il calo complessivo, infatti, le due fasce più piccole dei nidi (i piccolissimi e i piccoli) crescono, rispettivamente di 8 i primi (da 136 a 148) e di 12 i secondi (da 162 a 150). Per il resto a subire una diminuzione più o meno consistente sono quasi tutte le fasce d'età: nel dettaglio per quanto riguarda i nidi abbiamo  143 medi, che fanno la parte del leone, 112 grandi, mentre per i lattanti le iscrizioni si chiudono il 13 luglio. Sul fronte asili, nonostante la contrazione, la fanno sempre da padroni i piccoli -tre anni- 758 bambini su un totale di 933, mentre seguono a grande distanza i 96  di età media -quattro anni- e i 45 grandi.

“Prosegue la diminuizione di iscritti – commenta Gloria Lisi, vicesindaco con delega ai servizi educativi del Comune di Rimini - per la prima infanzia nel comune di Rimini. Una tendenza costante negli ultimi cinque anni, anche se cominciano rispetto al passato ad evidenziare i primi segni di ripresa nelle prime due annate dei nidi. Anche questo è ovviamente un effetto della crisi economica, per cui molte donne-madri, trovandosi senza occupazione preferiscono crescere i figli a casa o, per non gravare ulteriormente sull'economia domestica, li affida ai nonni. Questo, insieme all'ottimizzazione dei servizi pubblici, che negli ultimi anni hanno recuperato gap storici con il resto della Regione Emilia Romagna, hanno permesso sostanzialmente di azzerare le liste di attesa; un, dato impensabile solo qualche anno fa, quando in attesa rimanevano centinaia di famiiglie".

Sottolinea Lisi: "L'obiettivo è quello di lavorare ad un ampliamento delle strutture, come quella prossima al cantiere nella scuola XX settembre, e ad una dislocazione delle  classi sul territorio tale da implementare le disponibilità di posti nelle zone di maggior peso demografico. Cresce il rapporto di compartecipazione con le famiglie per capire direttamente da loro i bisogni, le necessità, i desideri, con un livello di gradimento verso le strutture pubbliche molto buono. Anche con gli asili stiamo puntando su un approccio di valorizzazione complessiva della scuola non solo come spazio educativo ma anche come occasione di socializzazione e scambio con le famiglie e il quartiere  in cui sono inserite. I risultati che stiamo ottenendo ci incoraggiano in tale direzione”.

Sostanzialmente annullate le liste di attesa - "Dai dati in possesso - spiega il vicesindaco con delega ai servizi educativi - è dunque ipotizzabile un sostanziale annullamento delle liste di attesa nei nidi, dove si è già passati dai 216 del 2011 ai 26 dell'anno scorso, e ad una sostanziale riduzione anche di quelle delle scuole dell'infanzia, che dai 155 del 2011 erano già passati nel 2014 a 67. Nonostante siano ancora da effettuare tutti gli incroci necessari per la distribuzione territoriali di richieste e disponibilità, ed in attesa anche delle iscrizioni negli asili privati (che hanno tempistiche diverse dai pubblici e saranno note più avanti, a seconda dei singoli istituti), si può comunque già affermare che siamo in presenza di un sostanziale annullamento delle liste di attesa. Resterà dunque a livello di sistema complessivo (cui concorrono Comune, Stato e Scuole private paritarie) solo  una quota - pur percentualmente molto bassa – di domande inevase".

"Risulta quindi abbastanza evidente che la grande pressione in ingresso sui servizi educativi 0-2 si è sostanzialmente dissolta. Le cause sono molteplici e non sempre di segno positivo - analizza Lisi -. Oltre all'ottimizzazione dell'offerta pubblica, incidono anche gli effetti della crisi economica  sui livelli occupazionali e sulle aspettative delle donne-madri di ottenere a breve uno spazio nel sistema produttivo, con la logica conseguenza che, dovendo risparmiare ed avendo più tempo a disposizione, è per loro meglio tenere direttamente con se i bimbi a casa".

Un sistema di offerta a prevalenza pubblico. "Il sistema dell'offerta educativa per l'infanzia pubblica si è dotata da anni di un sistema di valutazione della qualità , in cui vengono sondati, oltre ad altri stakeholder, anche gli stessi genitori - prosegue il vicesindaco -. L'obiettivo è individuare il livello di soddisfacimento dell'offerta (da quella formativa ed  educativa a quella infrastrutturale e logistica, come le mense) e individuare insieme a coloro che ne usufruiscono ogni giorni gli ambiti di ulteriore miglioramento dell'offerta. La partecipazione dei genitori, tramite questionari, è un dato molto confortante, che denota una forte partecipazione alla vita dei propri figli e alle strutture in cui passano buona parte della  loro giornata".

"I giudizi complessivi sia per i nidi che per le scuole di infanzia sono molto buoni. Senza entrare nei dettagli, nei nidi il giudizio medio dei genitori si è assestato in media intorno all' 8,8 su 10, nei nidi 8,6 su 10.Nei nidi il cibo è gradito per il 97% delle famiglie, un dato costante negli ultimi anni, dal 2010 ad oggi., nella scuola di infanzia lo stesso dato si assesta al 95% - aggiunge -. Tra le tematiche che i genitori gradirebbero approfondire, le regole, l'alimentazione, l'educazione ai no e la gestione del cambiamento, l'autonomia del bambino. . I principali ambiti di miglioramento sono stati evidenziati nel il costo  della retta e negli ambienti esterni ed interni. La soddisfazione in questi settori è comunque positiva, essendo compresa tra il 6,7 e l'8,2".

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Nuove strutture e interventi di riqualificazione. - "In vista del prossimo anno scolastico, per aumentare la qualità ed ottimizzare la dislocazione sul territorio delle strutture esistenti sono previsti una serie corposa di interventi - annuncia Lisi -. Su tutti, l'apertura del cantiere per la nuova scuola di infanzia statale ora ospitata presso la scuola XX Settembre , per un costo complessivo di 2 milioni di euro. Al momento siamo in attesa che termini la gara per l'affidamento dei lavori, attualmente aperta. Saranno avviati i lavori per allestire due nuove sezioni di scuola per l'infanzia nei locali della vecchia scuola del villaggio primo maggio, per complessivi 50mila euro. Altre 2 sezioni di scuola statale saranno trasferite dalla parrocchia del borgo San Giuliano, dove sono attualmente ospitate, alle scuole Ferrari in centro; costo 40mila euro. Sarà inoltre potenziata con una nuova sezione all'isola blu di Viserbella,  per implementare l'offerta in una zona caratterizzata da un forte aumento demografico. Lavori più piccoli ma comunque importanti per la qualità delle strutture interessate saranno quelli realizzati alla scuola di infanzia La Ginestra, dove saranno realizzate le recensioni esterne e all'area giochi, e alla scuola di infanzia Peter Pan, per adeguare e migliorare l'ingresso principale".

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