Lunedì, 2 Agosto 2021
Cronaca

Sesso, prostituzione e ricatti: un filo lega l'omicidio di Makha Niang ai due albanesi arrestati

Una giovane prostituta ungherese l'anello di congiunzione tra il senegalese 27enne e i fermati dai carabinieri

Ci sarebbe un sottile filo che lega il 27enne senegalese Makha Niang, ritrovato cadavere nella notte del 18 aprile in via Coletti, e i due albanesi, di 22 e 27 anni, arrestati dai carabinieri il giorno stesso del delitto e trovati in possesso di una pistola Smith & Wesson calibro 357 modello plus da sette colpi. Tutto potrebbe ruotare intorno alla giovane prostituta ungherese con la quale la vittima aveva disperatamente cercato di entrare in contatto la notte della sparatoria e che, allo stesso tempo, sarebbe legata anche al 27enne albanese già finito sulle cronache in quanto coinvolto nell'inchiesta "Titano" che indagava su un giro di spaccio di stupefacenti in un noto locale riminese. Makha Niang, nella notte tra il 17 e il 18 aprile, aveva più volte cercato di contattare la ragazza non avendo mai risposta sul cellulare dell'ungherese e, quando lei aveva richiamato il senegalese, questi era già stato ucciso coi due colpi di pistola. E' proprio sulla frequentazione tra il 27enne e la lucciola, e sui legami di quest'ultima con l'albanese il quale è già stato coinvolto in due risse in carcere, che potrebbero concentrarsi le indagini delle forze dell'ordine per ricostruire le dinamiche che hanno portato all'omicidio del lavapiatti. Ai due albanesi, al momento, viene contestata solo la sparatoria avvenuta a San Martino dei Mulini il 31 marzo ed, entrambi, davanti al Gip hanno scelto di fare scena muta.

L'omicidio di Makha Niang

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