Sfruttamento della prostituzione, nei guai i gestori del night 'La Perla' di Riccione

Quattro italiani e un albanese sono stati arrestati nella notte tra lunedì e martedì dai carabinieri di Rimini

Devono rispondere di sfruttamento della prostituzione i gestori del night 'La Perla' di Riccione, quattro italiani e un albanese, arrestati dai carabinieri di Rimini nella notte tra lunedì e martedì. L'indagine, chiamata 'Ubris', ha evidenziato come nel locale a luci rosse, già finito al centro di altre inchieste, si favorisse la prostituzione delle ragazze. Il nightclub era stato già sequestrato nel 2013, sempre dai carabinieri, nell'operazione 'Mirrow' e affidato dal Tribunale ad un amministratore giudiziario perchè si continuasse nella normale attività di intrattenimento per adulti. I carabinieri però hanno scoperto che nonostante le indagini e i controlli il gruppo, gestendo 'La Perla', continuavano a favorire la prostituzione.

Agli arresti domiciliari sono finiti Vittorio De Leo, faentino 33enne, e Rodolfo Luciani, 68enne originario di Comacchio, gestori di fatto de 'La Perla'. Marco Cappelli detto 'Pucci', riminese 60enne direttore di sala del locale, Luca Lombini, 30enne tuttofare, e l'albanese Aurel Mekuli, 38enne ritenuto essere il pusher che riforniva di cocaina il gruppo. Per gli italiani le accuse sono di sfruttamento della prostituzione mentre, lo straniero, deve rispondere di spaccio di sostanze stupefacenti.

Secondo quanto emerso dalle indagini, il gruppo degli italiani aveva avviato, fin dalla riapertura del night nel maggio del 2014, un vasto giro di prostituzione. Attività necessaria a far incassare il locale che, al Tribunale di Rimini, doveva corrispondere un affitto da 105mila euro all'anno. Sono stati gli stessi clienti, una volta riaccese le luci rosse, ad insistere con i gestori per ottenere degli extra dalle ragazze ma non tutte accettavano di prostituirsi tanto che, una di esse, si era rivolta ai carabinieri raccontando delle richieste 'particolari'. Dall'inchiesta è risultato evidente come, a gestire le attività collaterali del night, fossero Cappelli, De Leo e Luciani i quali, di volta in volta e in base al tipo di serata, fissavano anche i prezzi che, invariabilmente, schizzavano alle stelle in occasione degli eventi fieristici riminesi.

Per portare fuori una ragazza dal night erano necessari fino a 600 euro che, poi, si andavano ad aggiungere a quanto consumato dai clienti all'interno del locale. Una 'notte di follie', secondo quanto accertato dai carabinieri, poteva venire a costare fino a 1200 euro, più la camera d'albergo, mentre le ragazze incassavano una percentuale tra il 50 e il 60%. Per i clienti più esigenti, il gruppo metteva anche a disposizione della cocaina procurata dal Mekuli che riforniva il Lombini tanto che, quest'ultimo, fermato dai militari dell'Arma per un controllo era stato trovato in possesso di 14 grammi di neve e arrestato.

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Dalle intercettazioni telefonice, emerge come figura di spicco 'Pucci' Cappelli il quale si vantava di avere una scuderia di 32 ragazza a disposizione. Il 60enne riminese, inoltre, non si serviva solamente del night per far prostituire le ballerine ma, quando il locale era chiuso o le ragazze di riposo, organizzava anche delle serate extra il cui compenso finiva poi nelle sue tasche. Un vasto giro di affari che, oltrettutto, non riservava anche risvolti comici come un imprenditore che, arrivato da fuori regione, voleva a tutti i costi concedersi una serata nonostante le proprie ristrettezze economiche arrivando a pagare il salato conto con un assegno postdatato. Per quanto riguarda il contratto di affitto de 'La Perla', affidato dal Tribunale ad un amministratore giudiziario, il gip di Rimini potrebbe risolvere l'accordo e far chiudere nuovamente il locale.

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