Sgominata dalla Municipale batteria di pallinari, regge l'accusa di truffa

Le indagini hanno permesso di accertare che i malviventi erano in grado di far "sparire" la pallina rendendo impossibile la vincita

E' stata sgominata dalla polizia Municipale, nella serata di venerdì, una batteria di pallinari romeni finiti in manette con l'accusa di truffa. I 6 componenti, oltre a due donne riuscite a sfuggire, avevano allestito il panchetto in piazza Marvelli, tra la farmacia e l'ufficio postale. Gli agenti della Municipale si sono appostati con una serie di telecamere per documentare tutte le mosse e, quando una coppia di turisti stranieri si è lasciata tentare dal gioco, le divise sono entrate in azione. Bloccato il "mossiere", nella sua mano è stata trovata la pallina e, le altre campanelle, erano vuote configurando così il reato di truffa. Ad essere arrestati sono finiti l'organizzatore Mitu Stancu 55enne, Eugen Bolog 52enne, Nicolae Drezaliu 30enne, Andrei Merlici 32enne, Adrian Costel Oltenacu 36enne e Iunut Claudiu Farcas 22enne.

Il video dei truffatori in azione

Il blitz della Municipale è arrivato dopo diversi giorni di indagini durante le quali, come hanno sottolineato durante la conferenza stampa, gli agenti hanno provveduto ad identificare i componenti delle varie batterie che popolano Marina Centro e i viali delle Regine. Secondo quanto emerso, sarebbero almeno un centinaio i pallinari attivi sulla costa riminese. Gli inquirenti della Municipale, per riuscire a capire il trucco, si sono avvalsi anche della consulenza di un prestigiatore riuscendo così a documentare, con i video realizzati di nascosto, come il "mossiere" durante il gioco facesse sparire la pallina rendendo impossibile, agli sprovveduti che puntavano, vincere.

I sei pallinari, sulla base della linea dettata dalla Procura di Rimini, sono stati così arrestati con l'accusa di truffa e, nella mattinata di sabato, si è svolto il processo per direttissima. Il giudice, sulla base delle rpove rpesentate, ha convalidato il fermo. I legali degli imputati hanno chiesto i termini a difesa e, il magistrato, ha quindi disposto il divieto di dimora nell'Emilia Romagna e nelle Marche per tre degli arrestati mentre, agli altri tre, è stata data la misura cautelare dell'obbligo di firma fino a venerdì prossimo quando riprenderà il processo.

"Questo tipo di truffa va avanti da anni - ha spiegato l'assessore alla Sicurezza, Jamil Sadegholvaad - e non solo a Rimini. Non è giusto imputare la colpa agli sprovveduti che si mettono a giocare. Grazie al lavoro della Municipale, oggi abbiamo accertato che si tratta di una truffa in piena regola e, grazie a questo, avere gli strumenti adatti a contrastare questo fenomeno con l'arresto dei malviventi per sradicarli dal territorio".

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