Sgominata la banda dei predoni di biciclette da corsa: 3 arrestati dai carabinieri

Il terzetto specializzato nel far sparire preziose due ruote e materiale tecnico. Tra la refurtiva, del valore di diverse migliaia di euro, anche un borsone con da ciclismo tra cui alcune paia di occhiali, pantaloncini, guanti, scarpe e caschetti

Blitz notturno dei carabinieri di Riccione che, dopo un breve inseguimento, sono riusciti a bloccare ed arrestare tre predoni di preziose biciclette da corsa e materiale sportivo rubato. Tutto è iniziato verso le 2 di venerdì quando una pattuglia dell'Arma ha notato, nei pressi della rotatoria che delimita l’incrocio con viale Giulio Cesare e viale Emilia, tre individui sospetti in sella a biciclette professionali che, alla vista dei carabinieri, si sono separati prendendo strade diverse. I carabinieri sono riusciti a raggiungere due individui in via Emilia e, dopo averli fermati e identificati, hanno deciso di perquisirli. All'interno dello zainetto di uno dei due è spuntato del materiale tecnico da ciclismo oltre ad alcune pile a led, un coltello a serramanico e vari arnesi da scasso. Messi alle strette, i due hanno confessato di aver appena messo a segno un furto in una abitazione di via Tirano e i carabinieri hanno ammanettato un 21enne albanese e un 20enne marocchino tutti residenti a Riccione. E' così scattata la caccia al terzo complice, un 22enne romeno anch'egli residente nelle Perla Verde, con i militari dell'Arma che si sono appostati sotto la casa del ragazzo pizzicandolo proprio mentre stava rientrando e parcheggiando la bicicletta in una apposita rastrelliera nel cortile dell’abitazione. Anche il 22enne è stato portato in caserma dove ha confessato il furto.

I successivi accertamenti dei carabinieri hanno permesso di individuare anche il deposito della refurtiva dei colpi precedenti della banda, situato nei pressi del parco "Padre Pio" di viale Vittorio Veneto, dove è stato recuperato un borsone con all’interno materiale da ciclismo tra cui alcune paia di occhiali, pantaloncini, guanti, scarpe e caschetti. Tutta le refurtiva, per un valore di diverse migliaia di euro, è stata messa sotto sequestro mentre i tre malviventi, venerdì mattina, sono stati processati per direttissima con le accuse di furto aggravato in concorso e porto abusivo di armi.

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