Si è concluso con un successo di pubblico il Palio de lo Daino

Oltre 25 mila persone hanno varcato le porte del castello di Mondaino per assistere alle serate medioevali

Si è chiusa ieri sera la trentaduesima edizione del Palio del Daino. Il bel tempo ha sorriso all’ottima riuscita della festa e nonostante il giorno inaugurale di ferragosto, che storicamente ci è avverso data la numerosa presenza di eventi con altrettanto richiamo lungo la riviera romagnola, questa edizione chiude i battenti con un incremento di spettatori rispetto alle edizioni passate. Oltre 25 mila persone hanno varcato le porte del castello di Mondaino, tra queste tantissimi nuovi volti, tanti stranieri, tanti giovani e tante famiglie con bambini.
 
Tante le novità di questa edizione che non ha mancato di stupire nemmeno i più assidui frequentatori della festa. Grande successo nella chiesa di San Michele Arcangelo hanno avuto le Antique Musicae con il Concerto de le note perdute con lo ritrovato Histrumento de Leonardo Da Vinci dimostrato da lo maestro Sebestiano Zorza, lo coro de le Allegre note, l’arpa pizzicata da madonna Lucia De Carlo, l’Organo Classico suonato con lo strumento ricostruito sapientemente dal progetto di Leonardo da Vinci. Grande favore del pubblico ha riscosso anche il Bosco del Drago Isotta, lasciando a bocca aperta i tantissimi bambini, per la sua maestosità e la sua storia narrata.
 
L’emozionante non è finita qui ma è proseguita fino a ieri sera quando il paese ha accolto migliaia di visitatori pronti ad assistere ala famosa disfida fra le contrade. I giocatori di Borgo, Castello, Contado e Montebello si sono sfidati nei giochi per conquistare il titolo e avere l’onore di issare sulla vetta della Rocca mondainese, accanto alla bandiera comunale, i colori della propria contrada. Il cammino per la conquista del trofeo è stato lungo e non certo facile per i rappresentanti delle contrade. La sfida si è aperta con la disfida dei baliestrieri che ha visto Vincitore del tiro con la Balestra Fabrizio Ciotti detto Bartolo per la Contrada Borgo. Il vincitore della sfida ha avuto il diritto di scelta sull’oca per la successiva corsa. La corsa de le oche è un concentrato di fortuna e destrezza che impegna un giocatore per contrada. Gli animali non sono addestrati e non conoscono il loro conduttore. Al momento del via le oche devono essere spinte lungo il percorso di via Roma per arrivare per prime al traguardo di Piazza Maggiore, i conduttori però possono usare solo la loro voce e il battito delle mani e in nessun modo toccare l’animale. Qui il Vincitore è stato Elia Tamburini della contrada Montebello.
 
 La vittoria nella corsa delle oche dà alla contrada vincitrice il privilegio di scegliere per prima le postazioni di gioco per il vero e proprio Giuocho de lo Palio, che consiste in una sorta di gioco dei 4 cantoni: le squadre sono composte da 2 giocatori per contrada, 8 in tutto, che si dispongono sulle postazioni disegnate su Piazza Maggiore, una al centro del cerchio e sette sulla circonferenza. Al segnale i due componenti della squadra devono scambiarsi un testimone e contemporaneamente andare a occupare una delle postazioni. A ogni tornata una delle postazioni viene esclusa dal gioco e di conseguenza il giocatore che rimane senza postazione viene eliminato dal gioco e con lui anche la sua contrada. La gara è stata emozionante dall’inizio alla fine e ha decretato per la 13^ volta la vittoria di Elia Tamburini ed Enrico Sanchini, contrada Montebello, che passano in vantaggio per il numero di vittorie ottenute rispetto alle altre contrade (Castello con 12, Borgo 4 e Contado 2).
 
Il palio è finito ma gli spettacoli sono continuati per tutta la serata nelle vie e per le piazze con giullari, musici, giocolieri e falconieri riscontrando un ottimo consenso da parte del pubblico. Il mercato, gli antichi mestieri e gli accampamenti militari, sapientemente ed accuratamente disposti nei vicoli del paese, hanno stupito i numerosi visitatori. E per finire in meraviglia gli oltre 5000 spettatori sono rimasti tutti con il naso all’insu per gustarsi il favoloso cielo mondainese incendiato dagli spumeggianti fuochi artifiziosi che hanno chiuso in modo spettacolare questi intensi quattro giorni di festa, nonostante le restrizioni dovute alla sicurezza.

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